Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti NBA trade deadline 2022, le pagelle

NBA trade deadline 2022, le pagelle

di Gabriele Melina
Harden e Simmons

Philadelphia 76ers: 8.5

La partenza di Ben Simmons sigla, al contempo, la fine di una telenovela, quella tra l’australiano e la dirigenza, i compagni, o più in generale l’organizzazione, e l’inizio di un nuovo importante capitolo nella storia di Philadelphia: James Harden è ora un giocatore dei 76ers.

Impossibile non riconoscere a Daryl Morey il merito di aver orchestrato uno scambio del genere, una delle rare “win win situation” per entrambe le parti coinvolte. L’arrivo di Harden consentirà a Philadelphia di liberarsi, finalmente, del problema delle spaziature dovuto alla convivenza tra Embiid e Simmons, il che dovrebbe tradursi in un attacco molto più efficiente ed agile. Certo, le due superstar dei Sixers dovranno prima creare un po’ di chimica di squadra, e poi trovare il modo opportuno per giocare insieme, magari trasformando Embiid in un giocatore più da pick and roll che da isolamento spalle a canestro.

I prossimi mesi fungeranno dunque da rodaggio, cosicché i 76ers possano presentarsi ai playoffs tra le favorite dell’Est. Analizzando più nel dettaglio lo scambio che ha portato Harden in Pennsylvania, la vera vittoria di Philadelphia risiede non solo nell’aver messo le mani sull’MVP della stagione 2017/18, ma anche nell’aver concluso l’affare senza essersi privati di Tyrese Maxey o Matisse Thybulle. Rispettivamente 21 e 24 anni, entrambi possiedono un certo valore di mercato e molti si aspettavano che venissero spediti a Brooklyn insieme a Simmons, eppure così non è stato.

I 76ers hanno sacrificato Seth Curry, però immediatamente rimpiazzato da un giocatore di livello superiore, Andre Drummond, parso in quasi totale caduta libera, una scelta al primo giro del 2022 non protetta e una del 2027 protetta prime 8.

Brooklyn Nets: 8.5

Non delude nemmeno il lato Nets dello scambio Harden-Simmons. Brooklyn riconosce il fallimento di un trio che assieme ha giocato solo 16 partite, ma esce tutt’altro che sconfitta dalla trade assicurandosi una facilitatore, e grande difensore, come Simmons. In questo modo, mentre Kyrie Irving e Kevin Durant potranno gestire la produzione offensiva, Simmons si assicurerà di metterli nella miglior condizione possibile per far canestro, oltre che fornire un aiuto nella metà campo difensiva, che sia sul perimetro o nel pitturato.

Per l’australiano, Brooklyn rappresenterà la resa dei conti: scopriremo se l’esitazione di Simmons ad ampliare la propria selezione di tiro, inserendo il tiro da fuori area, era dovuta a un ambiente che lo impattava negativamente da un punto di vista mentale come Philadelphia. E ancora, verranno a galla i limiti nonché i veri punti di forza di un giocatore che, in carriera, viaggia ad una media di 15.9 punti con 8.1 rimbalzi e 7.7 assist.

Per ottenere Simmons, i Nets hanno dovuto cedere Harden e Paul Millsap. La scelta di liberarsi dell’ex guardia degli Houston Rockets non è stata di spontanea volontà da parte del front office newyorchese, piuttosto, Harden ha fatto sapere che avrebbe esplorato la free agency e, molto probabilmente, firmato altrove rifiutando così la player option da 46 milioni prevista per la prossima stagione. Ovviamente, Brooklyn è corsa ai ripari in modo da evitare di perderlo a zero in estate.

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