Oklahoma City Thunder
Hey, avevamo detto niente squadre da tanking!
Esatto, ma i Thunder giocano in una lega tutta loro. Chi scrive sta aspettando il momento in cui, a febbraio, Sam Presti dirà a Shai Gilgeous-Alexander che lo staff medico gli ha riferito che il canadese ha il gomito che fa contatto col piede, e che è necessario fermarsi fino al termine della stagione.
Il tutto mentre Aleksej Pokusevski, Lu Dort, Darius Bazley, Tre Mann e Aaron Wiggins la faranno da padrone, Jeremiah Robinson-Earl cercherà invano in campo due occhi che lo guardino, e che non siamo quelli di Josh Giddey (sempre che non abbia già per allora preceduto Shai in infermeria), e Chet Holmgren “fa progressi” e sarà “pienamente recuperato” per la stagione 2023\24.
I Thunder hanno una buona scusa per questo, ovvero Victor Wembanyama. E se a proposito state pensando che Holmgren faccia una scopa clamorosa col francese, non siete i soli.
Sam Presti ha raggiunto livelli tali di devianza che sembra quasi di leggergli in volto il suo piano diabolico: cedere via trade Shai Gilgeous-Alexander a febbraio (ma pure prima, va’), fare schifo in modi ancora inesplorati in campo e vincere il Wembanyama-derby alla lottery, puntando se il sorteggione sarà amaro al patrimonio inesauribile di scelte collezionato negli anni, che neppure il collezionista pazzoide di Steven Wilson avrebbe saputo fare, per ottenere la prima scelta assoluta con la forza, se necessario.
Giddey-Wembanyama-Holmgren tutti con un contratto da rookie, due dozzine di scelte future al draft ancora da utilizzare nei modi più turpi, e tutta la vita davanti. Chi dice no?

