La ricostruzione anche sul mercato: Thunder e Hornets
Oklahoma City Thunder
I Thunder sono senza dubbio la squadra, tra le 30 NBA, con meno esigenza di cedere. Sono solo 3 i giocatori a roster che superano quota 6 milioni l’anno. Però si tratta della stella della squadra, Shai Gilgeous-Alexander, di un giocatore chiave e su cui la squadra crede molto, Luguentz Dort, e la seconda scelta al draft di quest’anno, Chet Holmgren. Gli altri sono tutti o giovani da provare con contratti minimi e che difficilmente ha senso o valore cedere. Per rendere meglio l’idee sono solo 2 i giocatori che superano quota 25 anni: Kenrich Williams (28) e Mike Muscala (31).
Forse proprio per la loro età alcune voci parlano di loro partenze, magari in qualche contender che ha bisogno di puntellare la panchina (più per chiudere la regular season, che per i playoffs). Soprattutto l’ex Pelicans potrebbe tornare utile a qualche squadra, vista la sua duttilità e versatilità.

Tornando sui giovani, invece, un nome sulla bocca di alcuni insider è uscito recentemente: Darius Bazley. La scelta n.23 del draft del 2019 ha il contratto in scadenza a fine anno (con una qualifing offer da 6.2 milioni) e nel corso delle stagioni ha visto il suo minutaggio scendere. Nell’anno da rookie si era messo in mostra per dedizione difensiva e discreta abilità di scoring. Però l’arrivo nel ruolo di SF/PF dei vari Pokusevski, Robinson-Earl, Dieng e Jalen Williams lo ha visto scivolare nelle gerarchia. In due stagioni è passato da giocare 31 a 17 minuti a gara (meno che nella stagione da rookie). Se qualche contender cerca un giocatore solido, pronto a fare sportellate sotto canestro e con punti nella mani, Bazley sarebbe una buona soluzione low cost.
Charlotte Hornets
Se non fosse per la sua situazione fisica e il contratto galattico da 30 milioni di dollari per altri 2 anni, Gordon Hayward sarebbe stato un forte candidato per prendere un volo che da Charlotte porta a una delle altre 28 città NBA. Se ciò aggiungi 32 anni e una lista degli infortuni poco inviabile è facile capire come l’ex Jazz e Celtics sia difficilmente scambiabile.
Togliendo Hayward dalla lista i riflettori si concentrano su Kelly Oubre. Lo scorer ex Washington sta viaggiando a una media di 19.2 punti a partita, nonostante gli Hornets sia una delle peggiori squadre della lega. Oubre, però, come anni e stile di gioco cozza con la time line e l’idea di squadra che la franchigia del North Carolina vuole metter su. Quindi potrebbe essere messo sul mercato per ricavare qualche scelta/giovane da far crescere. Il ragazzo ha un buon valore di mercato e il suo contratto in scadenza da 12.6 milioni è molto appetibile. Anche qui un idea John Collins per dare una mano sotto canestro non sarebbe fantasia.

Altri due nomi di possibili esuberi sono quelli di Terry Rozier e Mason Plumlee. Con il rientro di LaMelo Ball, un redivivo Dennis Smith Jr. e i due two-way contract che si stanno mettendo in mostra (Maledon e McGowens), la PG ex Boston sembra un po di troppo in questo roster. Però il prodotto di ha sulla testa un contrattone da 21 milioni di dollari a salire per 4 anni, di cui l’ultimo non garantito. Ciò lo rende complesso da muovere, ma non impossibile. Più semplice invece una trade per il centro, così da lasciar spazio ai giovani Williams, Jones e Richards che sgomitano per trovare minuti e che sono da testare.
Charlotte è una squadra in totale ricostruzione, anche a causa di due vicende scomode e ancora da risolvere. La prima è quella di Miles Bridges, che è ancora alle prese con la legge. Non è escluso che il prodotto di Michan State possa riprende a giocare nel corso della stagione, ma difficilmente lo farà con gli Hornets. Il secondo è quello di PJ Washington, il ragazzo al quarto anno, non ha trovato l’accordo in estate per il rinnovo del contratto da rookie con la franchigia. Quindi è nel suo contract year e se le distanze sulla cifra erano ampie ad ottobre potrebbero esserlo anche in estate. Quindi che si fa? Si perde a 0 o si prova a monetizzare scambiandolo a stagione in corso?

