Home NBA PlayoffsMiami-Indiana, Ray Allen e Frank Vogel decidono gara-3

Miami-Indiana, Ray Allen e Frank Vogel decidono gara-3

di Alberto Vairo

I Miami Heat hanno vinto 99-87 una cruciale gara-3 ieri notte, portandosi avanti 2-1 nella Finale della Eastern Conference sugli Indiana Pacers. LeBron James ha segnato 26 punti, contornati da 7 assist, 5 rimbalzi e 4 palle recuperate. 23 punti e 3 recuperi invece per D-Wade. Ma chi è stato l’artefice del solco che nell’ultimo quarto ha indirizzato la gara verso la squadra di casa è stato Ray Allen con quattro tiri da tre messi a segno e 16 punti a referto. I Pacers sono stati avanti anche di 15 punti nel secondo quarto, ma il secondo tempo degli Heat è stato un qualcosa di straordinario. Hanno segnato 61 punti in 41 possessi, che tradotto in efficienza offensiva significa un mostruoso 149 punti per 100 possessi. Miami ha sicuramente girato la partita in difesa, costringendo Indiana a 17 palle perse, ma è in attacco che ha fatto le cose più clamorose tirando il 54.4% dal campo ed il 55.6% da tre punti. La partita è iniziata in salita per LeBron e compagni, quando una buona esecuzione in attacco, una difesa asfissiante ed il ritmo bassissimo ha portato i Pacers avanti 19-4 a tre minuti dalla fine del primo quarto e sul 37-22 a metà del secondo. Complici problemi di falli sia per Paul George e Hill nei Pacers, che di Bosh (che è stato letteralmente scherzato da Scola in due possessi in post basso) e Haslem negli Heat, nella squadra di Vogel qualcosa si è inceppato e negli ultimi sei minuti di quarto sono riusciti a prendersi soltanto quattro tiri. Miami ha così rimontato fino al -4 chiudendo il primo tempo sotto 42-38. Nel terzo periodo gli Heat entrano in campo più “cattivi” e con l’inerzia ancora dalla loro. La difesa mette molta pressione su Indiana che fa confusione e molta fatica a crearsi un buon tiro. I Pacers non riescono ad essere produttivi neanche nella parte difensiva del campo dove concedono 22 punti combinati a LBJ e D-Wade. Il risultato è un parziale di 33-22 pro Heat nel quarto. Complici i già noti problemi di falli di Haslem e con un Mario Chalmers non in partita, coach Spoelstra decide di usufruire della panchina e di giocare con James da “quattro” e Bosh da centro, insieme a Wade, Cole e Ray Allen.

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La partita svolta perché Frank Vogel rimane comunque con due lunghi, West e Hibbert, più Hill, PG e Stephenson. I problemi di accoppiamenti difensivi sono evidenti, con West che è costretto a stare su Allen e ad inseguirlo negli smarcamenti sui blocchi. Allen piazza quattro triple consecutive che spaccano in due la partita, anche perché i Pacers in attacco non usufruiscono dei missmatch non servendo quasi mai la palla ai due lunghi e affidandosi soltanto ai tiri dalla lunga distanza. L’attacco di Indiana è lasciato al caso, dando molto l’idea di non sapere cosa fare. Tiri forzati e palle perse sono il risultato. Miami con quel quintetto corre in transizione e i Pacers non riescono a tenere il ritmo. Vogel non cambia le sue scelte e questo è a dir poco discutibile. Non riuscire a vedere che West non è in grado di seguire Allen sui blocchi e continuare a subire una pioggia di tiri da tre punti dimostra l’incapacità di alcuni allenatori di leggere le situazioni, oppure di essere così fossilizzati sulle proprie idee da non voler cambiare piano tattico durante la gara anche quando è palese che stai subendo l’avversario. Poi è vero che Paul George non ha giocato per niente bene e che ha perso un’occasione per dimostrare di essere una super star. E’ vero che Hibbert dopo un grande primo tempo, nel secondo è calato in maniera vistosa. E’ vero che Hill ha giocato una partita pessima. Ma è altrettanto vero che Vogel non è nuovo a questo tipo di situazioni, già lo scorso anno in gara-1 contro Miami ha perso la partita per una scelta un po’ bizzarra sull’ultimo possesso difensivo. Spoelstra adesso sa che con quel quintetto può cambiare le partite e la serie, sta a Vogel trovare la soluzione. O si affida ancora al quintetto classico, ma trova il modo di far “pagare” la differenza di centimetri e di chili agli Heat nella propria fase offensiva, quindi far arrivare la palla a Hibbert o West vicino a canestro. Oppure si adatta al quintetto piccolo di Spoelstra, facendo sedere Hibbert e giocando con George da quattro e West da cinque, e usando Hill, Watson e Stephenson come guardie. Miami gli aggiustamenti per vincere la serie li ha trovati, ora tocca ai Pacers.

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