Cosa succederebbe se i giocatori chiamati al draft dalle varie franchigie ed ora diventati dei talenti della NBA di primissimo piano altrove, tornassero alle squadre che li hanno selezionati?

Cominciamo oggi con il primo articolo e andiamo a vedere uno dei piu forti playmaker in circolazione:

Chris Paul

Chris Paul in maglia New Orleans Hornets

Chris Paul in maglia New Orleans Hornets


CP3 fa il suo debutto tra i professionisti nel 2005, dopo essere stato scelto come 4^ scelta assoluta dagli allora New Orleans Hornets.
La sua stagione da Rookie è fenomenale, a fine stagione è top 10 per gli assist, ogni mese della stagione vince il premio “Rookie of the Month” e a fine anno viene eletto Rookie of the Year.
La sua carriera decolla, è sempre ai vertici delle classifiche degli assist e delle palle rubate, e dal 2008 è una presenza fissa dell’ All-Star game.
Durante la stagione ’11-’12 Paul dichiara che durante l’estate, essendo free agent, non avrebbe voluto ri-firmare con New Orleans.
La franchigia si mette all’opera per intavolare una trade,  piuttosto che perdere il giocatore senza nulla in cambio, meglio scambiarlo prima della chiusura del mercato. Ci sono molte franchige interessate tra cui i Lakers, Clippers, Knicks e Nets.
A spuntarla è la franchigia piu titolata di LA…….ma clamorosamente i proprietari di alcune squadre, insieme ai vertici della NBA, fanno pressioni per bloccare la trattativa infastiditi dal fatto che un top player vada a rinforzare ulteriormente un top team abbandonando una squadra di fascia media.
La trade non si consuma ed il 15 dicembre 2011 Chris Paul finisce si a Los Angeles, ma sponda Clippers.

Classica azione di Alley-oop di Paul per Griffin

Classica azione di Alley-oop di Paul per Griffin

A Los Angeles riveste il ruolo di leader del gruppo, prende per mano la squadra e la porta per la prima volta tra le grandi.
Trova in Blake Griffin il compagno ideale, sempre pronto a trasformare in punti i suoi passaggi, tra loro c’è grande affinita e diventano una delle coppie più temibili offensivamente.

Dall’ arrivo di Chris Paul i Clippers si sono sempre qualificati per la post season, non riuscendo però mai ad andare oltre le semifinali di conference.
La prossima stagione sarà quella della consacrazione oppure quella della disfatta, i Clippers sono obbligati a vincere.
Se deluderanno le aspettative probabilmente il front-office si muoverà per cambiare le carte in tavola, ed anche i giocatori potrebbero pensare di andarsene da una squadra che non riesce a fare l’ultimo passo per il successo.

Ed ecco che si apre il surreale scenario che vede CP3 di nuovo a New Orleans.
I Pelicans, dopo la partenza di Paul, hanno trovato in Anthony Davis la loro Superstar.
Durante l’ultima free agency Davis ha firmato un quinquennale alla cifra record di 145 milioni di dollari e questa è la dimostrazione che la franchigia costruirà il futuro intorno a lui.
Il resto della squadra è buono, ma non è all’altezza di Davis e i risultati, seppur soddisfacenti, ne sono la prova.

Ma provate ora ad immaginare i Pelicans con Chris Paul a dirigere le operazioni sul campo, in un ipotetico quintetto formato da:
Chris Paul
Eric Gordon
Tyryke Evans
Anthony Davis
Omer Asik
La qualità aumenta dismisura, tenendo conto anche dell’abilità di Paul a migliorare i suoi compagni. I Pelicans cosi composti potrebbero davvero ambire a qualcosa di grande, quel qualcosa che i Clippers non sono, per ora, riusciti a regalare a Chris Paul.
Never say never.

per NBA Passion,
Morgan Sala

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