fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion App Birdman: le cestistiche virtù dell’ignoranza

Birdman: le cestistiche virtù dell’ignoranza

di Luigi Ercolani

La richiesta viene da un compagno di squadra. Riccardo Marzoli, defensive back dei Doves Bologna, a me: “Ma un articolo sul mio idolo, Chris Andersen-Birdman, me lo fai?”. Vuoi dirgli di no?

Song of Birdman

L’articolo in questione, quello che state per leggere, vuole essere un omaggio a un giocatore di culto, quelli che vengono ricordati non per quanto fatto o vinto in campo, ma per come hanno saputo dare alla loro immagine un’aura satirica.

Fanciullesca per alcuni versi e artistica per altri.

Birdman rappresentava altro, prima di diventare il titolo di un film magnificamente sceneggiato ma vuoto di contenuti se non una denuncia più o meno arida verso i cinefumetti, prodotta peraltro da chi di cinefumetti continua a svilupparne.

Birdman per un’intera generazione di ragazzi e ragazzini e bimbetti che si affacciavano all’adolescenza ha significato l’utopia della ribellione al potere, del sovvertimento delle regole.

Se chi scrive non temesse di cadere nella generalizzazione antropologica si potrebbe persino definire Chris Andersen parafrasando l’epiteto che accompagnava Elvis Presley.

“Il bianco che salta come un nero”.

Le virtù di Birdman

In effetti, è difficile ricordare un’azione in cui Birdman abbia mostrato le sue (a dir la verità ridotte) doti tecniche fuori dall’area.

La sua stazza fisica, la sua abilità nel decollo, il suo senso del canestro spesso ai limiti dell’immaginifico e la sua cattiveria agonistica gli sono però valse il riconoscimento da parte degli addetti ai lavori NBA e un quindicennio nella lega delle meraviglie.

Ha infiammato il pubblico in piazze in cui tradizionalmente il basket conta se si vince (Miami, Denver, New Orleans, Cleveland) o comunque se non si perde troppo spesso.

Per dire, LeBron è stato un suo sponsor, George Karl se l’è tenuto quattro anni, e conoscendo il carattere fumantino del personaggio è quasi un miracolo che il sodalizio sia durato tanto.

Il resto, la condanna per uso di stupefacenti, i tatuaggi che aumentavano sempre di più, i tagli di capelli improbabili, le esultanze dopo avere schiacciato o stoppato, e chi più se ne ricorda più ne metta, hanno contribuito a creare quel personaggio di culto di cui sopra.

Non uno dei tanti, ma nemmeno uno dei tonti.

Semplicemente, Birdman.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi