Brooklyn Nets: The good doctor
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Brooklyn Nets: The good doctor

Brooklyn Nets: The good doctor

The good doctor è una serie tv americana, con protagonista un giovane chirurgo di nome Martin Blake, il quale ha uno sfrenato desiderio di far colpo sui suoi colleghi per mancanza di autostima e sicurezza in sé stesso. Un giorno incontra Diane, una ragazza che soffre di una rara infezione ai reni e Martin trova la cura per lei, tanto che le sue condizioni sembrano migliorare sempre di più. Fino a quando nel dottore nasce la paura di perderla: improvvisamente cambia terapia fino a quando le condizioni della ragazza peggiorano nuovamente. Rendendo di nuovo il suo contributo necessario.

Un dottore anche ai Brooklyn Nets, e forse la passata estate lo hanno trovato: ossia D’Angelo Russell, un promettente giocatore in grado di ricoprire il ruolo del giovane dottor Blake, tentando l’impresa di far risalire la china alla franchigia scontrandosi con lo scetticismo e la diffidenza che regnano attorno ad essa. Sembrano passati anni luce da quando le peripezie del trio Kidd-Jefferson- Martin o quello Kidd-Jefferson-Carter, che imperversava lungo i 28 metri di parquet che separano un ferro dall’altro. Anni, va detto, non certamente baciati dalla fortuna.

 

Altra notizia che creerebbe quel misto di scompiglio ed incertezza è quanto riportato dai media statunitensi nelle ultime ore, che vedrebbe il fagocitante di cotanto tafferuglio societario, Mikhail Prokhorov, sul punto di vendere la sua quota di maggioranza. L’affare, per altro nemmeno brutto nonostante tutto, si dovrebbe aggirare intorno ai 2 miliardi di dollari, per volere del magnate russo.

 

Brooklyn è pronta a ripartire da zero, come se ora fosse già ad un numero superiore, ma con sicuramente una lungimiranza maggiore rispetto a quella odierna. Le scelte finora sono state piuttosto brancolanti, come un povero errante in terra buia, con solo una piccola torcia. Jay-Z già se ne era andato, favorendo e preferendo la sua Roc-Sport, un’agenzia di procura sportiva che detiene, tra i tanti giocatori, anche l’ultimo MVP delle Finali NBA. Era un segnale ed avremmo dovuto ascoltarlo pazientemente, invece di affidarci al talento di Brook Lopez. L’andamento dei Nets è stato altalenante negli ultimi anni, con due apparizioni consecutive in postseason nelle stagioni 2013/2014 e 2014/2015, apparizioni che hanno anticipato le catastrofi degli ultimi due anni, portandola probabilmente ad essere la peggiore squadra della lega.

D'Angelo Russell

D’Angelo Russell.

In questa stagione, però, la rotta sembra essere leggermente cambiata e in positivo (visto che in negativo difficilmente sarebbe potuto succedere), con l’aggiunta di D’Angelo Russell al resto del roster (DeMarre Carroll, Tyler Zeller, Sean Kilpatrick e Jeremy Lin su tutti). L’ex giocatore dei Los Angeles Lakers è chiamato ad essere il leader tecnico, portando tanti punti a referto e cercando di far girare bene la squadra.

Passando ad un’analisi strettamente tecnica, i Nets si sono classificati ultimi nella Eastern Conference la scorsa regular season, quindi per forza di cose la loro stagione non è stata investita da molte notizie positive. Malgrado ciò, ci sono delle cose da salvare, perché nell’ultima stagione i Nets hanno segnato 105 punti di media, aumentando quindi la loro produzione di circa 7 punti rispetto all’annata precedente. Di conseguenza la fase da migliorare, ancora, principalmente è quella difensiva: sotto questo aspetto l’addio di Brook Lopez, ovvero un pessimo difensore e quindi anche se è stato il miglior realizzatore della squadra con 20.8 punti di media, non sarà forse una grande perdita.

Nonostante l’attacco sia migliorato, i Nets nella scorsa stagione hanno tirato con una modesta percentuale nel tiro da 3 punti, ovvero con il 33% (la peggiore percentuale nelle ultime 6 stagioni), nonostante la squadra sia fornita di buoni tiratori da dietro l’arco. Per cui quest’anno i vari Carroll, Russell, Kilpatrick, Acy e Lin su tutti saranno chiamati a crescere sotto questo aspetto del gioco, visto probabilmente sarà la principale fonte di produzione offensiva: la mancanza di una bella dose di atletismo potrebbe portare i Nets ad aprire il campo per colpire dal perimetro, invece di battagliare spesso sotto le plance. Un’altra voce da migliorare è sicuramente quella degli assist, in quanto il miglior assistman della squadra lo scorso anno è stato Jeremy Lin con solamente 5 di media. Troppo poco, decisamente. La squadra in totale ha fornito solamente 21 assist di media a partita, di conseguenza Russell avrà  il compito di velocizzare la circolazione di palla, anche con l’ausilio di spaziature che dovranno essere pulite.

 

Kenny Atkinson mischierà molto le carte, anche grazie all’ausilio di gente come Lin, Crabbe, Harris, LeVert, Dinwiddie e Mozgov. Dunque i Nets avranno a disposizione anche vari tipi di quintetti da far ruotare a seconda della situazione di gioco. Russell e Lin, ad esempio, giocheranno molti minuti insieme; inoltre ci sarà spazio per quintetti più piccoli e veloci.  Si punterà molto sul pick and roll e sulle doti in catch and shooting della fornita batteria di tiratori, che potrà sfruttare le transizioni e i ritmi alti che verranno imposti dal coach. Aggressività sulla palla e continui cambi sulle marcature saranno le chiavi della difesa, pronta a spezzare sul nascere i giochi a due avversari.

 

I Nets tendono ad attaccare subito il portatore di palla per poi lanciarsi a canestro. Azione che viene compiuta talvolta nella transizione difensiva.

Verosimilmente il record resterà comunque negativo nonostante il livello della Eastern Conference sia calatoma l’impatto del giovane chirurgo, D’Angelo Russell, potrebbe incidere e non poco. Qualche vittoria in più rispetto alla regular season 2016/2017 e una rinnovata scorrevolezza dei meccanismi di gioco sono progressi alla portata.

Kevin Martorano
martoranokevin98@gmail.com

Ragazzo di 20 anni ed aspirante giornalista, amo il basket a 360 gradi ed amo scrivere su questo meraviglioso sport.

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