La bomba, non la prima, sui Nets la sgancia il NY Post, e riguarda ancora una volta Kyrie Irving, convitato di pietra del braccio di ferro tra Kevin Durant e l’ambiente Brooklyn.
Una fonte citata dal Post sostiene che Irving “odi” Sean Marks e coach Steve Nash, e consideri Nash “il peggio del peggio” e Marks “bad“, ovvero incapace, nei fatti.
E sempre secondo la stessa fonte, anche l’amico Durant “sarebbe arrivato alla stessa conclusione” di Irving e avrebbe chiesto la testa, idealmente, di Marks e Nash come condizione sine qua non per restare a Brooklyn. Uno scenario che dipinto nei tratti fatti da The Athletic e dal NY Post avrebbe più l’aria di una lotta di potere, di un regolamento di conti tra due superstar influentissime e un general manager il cui merito\colpa è stata quella di averceli portati assieme a Brooklyn.
Nel mezzo c’è l’unico interlocutore che da mesi Kevin Durant considera degno, ovvero il proprietario della squadra Joe Tsai. Che in un recente incontro con KD ha preso atto della volontà del giocatore di cercare una trade, ma che si è schierato pubblicamente via Twitter “col front office e col coaching staff“, che hanno il suo sostegno.
Tsai ha chiarito nella giornata di lunedì che ogni decisione “verrà presa nel miglior interesse dei Brooklyn Nets“.
A scaricare Nash ci aveva per la verità già pensato Kyrie Irving, all’indomani della sonora eliminazione per 4-0 al primo turno dei playoffs contro i Boston Celtics. A caldo, Irving aveva annunciato di voler firmare con Brooklyn un’estensione contrattuale al massimo salariale (cosa che Marks non ha voluto concedergli, per motivi comprensibili di inaffidabilità ben documentata nel résumé di Kyrie), e di vedere la futura gestione della franchigia come un curioso quadrumvirato con egli stesso, Durant, Sean Marks e Joe Tsai. E senza menzionare coach Nash.

