Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiGolden State Warriors, i 5 punti di una off-season cruciale

Golden State Warriors, i 5 punti di una off-season cruciale

di Michele Gibin
draymond green free agency

L’eliminazione per 4-2 in semifinale di conference dei Golden State Warriors, per mano dei Los Angeles Lakers, ha sancito ciò che anche Stephen Curry e Draymond Green a risultato acquisito hanno potuto ammettere: questa iterazione della squadra non poteva essere da titolo NBA, e tale si è dimostrata.

Come avrebbe potuto esserlo? Non dopo una stagione regolare a due facce, da grande squadra in casa al Chase Center (33-8 il record) a squadretta in trasferta (11-30), Golden State ha racimolato 44 vittorie in regular season e evitato i play-in. Andrew Wiggins non ha giocato le ultime 24 partite di stagione regolare, è tornato in tempo per i playoffs e se l’è cavata, senza però neppure toccare il livello raggiunto nel 2022 quando fu il secondo miglior giocatore della squadra dietro a Curry.

Di Jordan Poole si è scritto fin troppo in questi mesi. Giocatore premiato per la sua stagione 2021-22 con un contratto sontuoso, e che ha mal sopportato il venire alle spalle di Klay Thompson e dalla panchina per tutto l’anno, ai playoffs ha deluso e anche coach Steve Kerr ha palesemente perso fiducia nei suoi confronti, basti guardare al minutaggio.

Stephen Curry, Draymond Green e Kevon Looney sono stati le rocce della squadra. Steph e Looney hanno vinto praticamente da soli gara 7 in trasferta a Sacramento, serie peraltro riacciuffata con merito da uno 0-2 di svantaggio e con i Kings a un buon tiro di Harrison Barnes sulla sirena di gara 4 da un vantaggio di 3-1 che avrebbe cambiato tutto. Contro i Lakers di un Anthony Davis dominante in difesa e sotto i tabelloni, e contro una squadra con rotazioni più ampie, Steve Kerr ha dovuto sperimentare: JaMychal Green, Gary Payton II e Moses Moody di volta in volta accanto a Curry, Thompson e Green, senza il coraggio di lanciare nella mischia un Jonathan Kuminga ancora acerbo e con un Poole fuori ritmo e senza fiducia. Ha funzionato solo in gara 2, di fatto.

Alla luce della regular season in realtà, la semifinale di conference è anche un buon risultato. Ma non se ti chiami Golden State Warriors e hai vinto 4 titoli NBA in 8 stagioni, e se stai tentando di massimizzare gli ultimi anni al vertice (senza porre limiti ovviamente) del 34enne Stephen Curry.

L’off-season 2023 sarà cruciale per gli Warriors, per diversi fattori. Ecco i 5 principali da considerare.

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