Sabato mattina, Draymond Green ha rilasciato un’intervista.
Tra le tante domande cha ha ricevuto, una di queste riguardava lo stato attuale del gioco, di come sia officiato in modo diverso rispetto a una volta, di come i grandi campioni non ottengano il beneficio di essere tali come in passato.
E poi, all’Orso Ballerino dei Golden State Warriors è stata posta una semplice domanda: “Pensi che la NBA sia diventata noiosa?”.
Questa è la sfida che la lega sta cercando di affrontare in questo momento, l’idea che quest’era di partite finite a punteggi alti, troppi tiri da 3 punti e la mancanza di fisicità che c’era un paio di generazioni fa, stia danneggiando il prodotto.
Da un lato, la lega sta per entrare in una nuova era, fatta di contratti TV che smuovono circa 76 miliardi di dollari (il triplo rispetto all’ultimo accordo) nonostante gli ascolti siano in calo rispetto a qualche anno fa. Gli stipendi dei giocatori sono più alti che mai, la NBA continua a stabilire record di presenze e il merchandising continua ad andare a ruba.
Secondo Adam Silver, infatti, tutto questo è la prova che lo stato del gioco è, a suo avviso, “eccellente”.
“Stiamo prestando molta attenzione a tutto ciò” sostiene il Commissioner. “Non dirò mai che non ci sono margini di miglioramento perché sarebbe una bugia. Continueremo a guardare e a studiare tutto. Ma sono soddisfatto dello stato del gioco in questo momento”.
Eppure, dall’altro lato, la NBA continua a sentirsi chiedere del prodotto in senso più stretto: sul campo. E Green è tra coloro che pensano che ci siano dei problemi. Ha infatti citato un’intervista risalente a qualche anno fa, in cui il compianto Kobe Bryant ha definito il gioco “accidentale”.
“È tutto un penetrare e segnare” aveva detto in quell’intervista.
Dunque, Draymond Green pensa davvero che la NBA sia diventata noiosa? Ebbene, non vi preoccupate. Perché è stato più chiaro che mai.
“Assolutamente sì” ha detto. “Koke non avrebbe potuto avere più ragione. Ogni possesso era una sorta di mossa a scacchi. Oggi non è più così nella NBA. Non è una cosa che si verifica regolarmente. Si tratta solo di chi corre più veloce, di chi fa più tiri da tre, non c’è sostanza. Penso che sia diventato tutto molto noioso”.
E per una squadra come quella degli Warriors, piena di veterani come Green e Stephen Curry, questo continuo “corri e tira” per tutto il tempo non è esattamente un passatempo piacevole.
“Si vuole essere una delle squadre che non giocano in modo casuale” ha detto Green. “Questa è la nostra sfida”.
