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Rockets, Fertitta scherza su Morey con Trump: “Non è stato l’anno della Cina”

di Dennis Izzo

Proprietario degli Houston Rockets dall’ottobre del 2017, quando sborsò poco più di 2 miliardi per rilevare la franchigia messa in vendita dallo storico proprietario Leslie Alexander, Tilman Fertitta ha preso parte a un incontro alla Casa Bianca col presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump lunedì scorso. Originario di Galveston, Texas, Fertitta è anche CEO di Landry’s, una delle maggiori catene di ristoranti degli Stati Uniti.

Nel corso del meeting con Trump, il 63enne Fertitta ha approfittato del fatto che si stesse parlando della Cina per ironizzare sul tweet di Daryl Morey pro Hong Kong, tirando in ballo l’episodio che fece scoppiare il putiferio pochi mesi fa. Lo scorso ottobre, infatti, il general manager dei Rockets pubblicò su Twitter un messaggio chiaro e diretto in sostegno della battaglia di Hong Kong con la Cina, schierandosi senza mezzi termini a favore dell’ex colonia britannica. L’episodio non passò inosservato, tanto che i cinesi pretesero addirittura il licenziamento di Morey, il quale ha tuttavia mantenuto l’incarico.

Secondo quanto dichiarato recentemente dal commissioner della NBA Adam Silver, i danni economici causati da quelle poche ma chiare parole arriveranno a toccare quota 400 milioni di dollari, ma non saranno permanenti e soprattutto non sfioreranno il miliardo di dollari, come in molti avevano ipotizzato. “È divertente che tu abbia parlato della Cina. Avrei dovuto intuire che per i cinesi non sarebbe stato un anno facile nel momento in cui il mio general manager twittò: ‘Libertà per Hong Kong’. Da lì sono iniziati i miei problemi con la Cina, sto ancora cercando di risolverli dopo sette mesi.”, ha dichiarato Tilman Fertitta nel corso del colloquio con Donald Trump, facendo sorridere l’attuale presidente degli USA.

Fertitta e Trump a colloquio, tra risate (su Morey) e ripresa della stagione

“A proposito di quella questione, cosa gli è capitato? Sta ancora lavorando per te? Allora deve essere davvero bravo.”, ha replicato Trump, che ha poi discusso con Fertitta anche in merito agli stipendi più elevati sul payroll degli Houston Rockets, ossia quelli delle due stelle James Harden e Russell Westbrook, che insieme guadagnano poco meno di 76 milioni di dollari (38.1 il primo, 37.8 il secondo): “Guadagnano davvero 40 milioni? Beh, almeno sono ottimi giocatori.”

Il 45° presidente degli Stati Uniti ha quindi salutato il proprietario degli Houston Rockets, facendogli gli auguri per l’eventuale ripresa della stagione: “Buona fortuna per la stagione, hai una squadra infernale. Salutami quei due grandissimi giocatori, Harden e Westbrook, e tutti gli altri. Potrete andare direttamente ai playoffs oppure no?”. La risposta di Fertitta, anche in questo caso, è stata abbastanza chiara: “Penso che dovremmo fare qualche partita di stagione regolare per ritrovare ritmo e prepararci al meglio per i playoffs.”, idea approvata anche dallo stesso Trump.

In merito alla polemica tra Cina e NBA, Fertitta ha difeso il suo general manager, senza mai valutare realmente la possibilità di licenziarlo e approvando il suo modus operandi, in particolar modo elogiando l’innovativo small ball, attuato da coach Mike D’Antoni ma trasformato da semplice idea a nuova filosofia ufficiale da Daryl Morey con l’imbastimento di una trade a quattro squadre per rimpiazzare Clint Capela con Robert Covington. La battuta di Fertitta, però, rischia di riaccendere il fuoco della polemica, proprio nel momento in cui la pandemia da coronavirus e tanti altre questioni spinose da risolvere gli stavano impedendo di riaccendersi.

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