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Rockets, 20.000 punti per Harden. Westbrook: “Orgoglioso di lui”

di Dennis Izzo

Vittoria in scioltezza per gli Houston Rockets, che superano senza particolari patemi d’animo i Minnesota Timberwolves: al Toyota Center, infatti, un match assolutamente a senso unico sin dalla palla a due si conclude sul 139-109 per i padroni di casa, che approfittano dell’assenza di Karl-Anthony Towns per asfaltare gli ospiti e riscattarsi immediatamente dopo il brusco ko incassato sul campo degli Oklahoma City Thunder.

I texani, a loro volta, devono fare a meno di Clint Capela, fermato da un problema al tallone, e dopo nemmeno due minuti di gioco perdono anche P.J. Tucker, che si fa male in uno scontro con Gorgui Dieng e non fa ritorno sul parquet. “Nulla di grave per lui, dovrebbe essere regolarmente a disposizione nella prossima gara.”, assicura coach Mike D’Antoni al termine della partita.

Le due assenze, però, non rovinano i piani dei Rockets, che si affidano al duo Harden-Westbrook. Il Barba mette a referto una doppia doppia da 32 punti, 12 rimbalzi, 8 assist e 2 palle recuperate col 47% dal campo (8/17) e il 54.5% da dietro l’arco (6/11), toccando e superando quota 20.000 punti in carriera (45º giocatore nella storia a riuscire nell’impresa). Brodie, dal canto suo, si rende autore di 30 punti, 6 rimbalzi, 10 assist e 2 recuperi col 43.5% al tiro (10/23).

“Sono molto felice di aver superato i 20.000 punti in carriera, è ovviamente un traguardo molto importante e significativo per me. Ad ogni modo, i miei veri obiettivi sono altri, ma non posso negare che sia soddisfatto. Darò il pallone della partita a mia madre perché è la ragione di tutti i miei successi e lo metterà in un posto sicuro.”, il commento di James Harden sul suo ennesimo record individuale. A complimentarsi con lui anche Russell Westbrook: “Fare cose del genere al massimo livello possibile non è affatto scontato. Vederlo crescere a Los Angeles e diventare quello che è oggi mi rende orgoglioso. Da amico, sono davvero molto felice per lui.”

L’apparente equilibrio tra le due squadre dura appena un quarto, con il primo periodo che si chiude con i Rockets avanti di due lunghezze (22-20). Houston, però, scappa immediatamente e per Minnesota non c’è quasi più nulla da fare già alla pausa lunga (57-41 per i texani). Nel terzo quarto, le già residue speranze dei Timberwolves vengono spazzate via da un parziale di 45-35 che consente ai Rockets di iniziare il quarto ed ultimo periodo con un più che confortante +26 (102-76).

Sugli scudi il tedesco classe ’98 Isaiah Hartenstein, che ancora una volta sostituisce più che degnamente il più esperto Capela, facendo registrare una doppia doppia da 17 punti, 15 rimbalzi, 2 palle rubate e 5 stoppate con l’89% dal campo (8/9), mentre Ben McLemore parte in quintetto e chiude a quota 13 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e una stoppata col 75% al tiro (6/8).

Rockets in festa per l’ennesimo traguardo di Harden, delude Wiggins

In uscita dalla panchina dà il suo contributo il ritrovato Eric Gordon, che mette a referto 17 punti e 3 rimbalzi col 38.5% da dietro l’arco (5/13) in poco più di 26’, ma non sono da meno Austin Rivers (8 punti e 2 rimbalzi con 3/7 al tiro in 25’), Danuel House (9 punti e 7 rimbalzi con 3/4 dal campo e 2/3 dalla lunga distanza in 31’) e Thabo Sefolosha (9 punti con 3/3 da dietro l’arco in poco meno di 15’).

Tra le file dei Timberwolves, delude ampiamente le aspettative Andrew Wiggins, chiamato a caricarsi la squadra sulle spalle in assenza di Towns: la prima scelta assoluta del Draft 2014 non va oltre quota 11 punti, 3 rimbalzi e un assist con pessime percentuali sia dal campo (23% con 3/13) che da dietro l’arco (14% con 1/7). Robert Covington, dal canto suo, si rende autore di 11 punti, 7 rimbalzi, ben 6 recuperi e 2 stoppate col 40% al tiro (4/10).

“Non so perché nel resto della gara non siamo stati in grado di confermare le buone cose fatte vedere nel primo quarto. Di solito non giochiamo in questa maniera e non so spiegarmi questo tracollo. Loro hanno iniziato a segnare con regolarità e a entrare in ritmo e per noi c’è stato poco da fare. Non avremmo dovuto rendere le cose così semplici ai Rockets, perché sanno approfittarne benissimo. So per certo che non siamo questo tipo di squadra.”, le parole dell’ex di turno e obiettivo di mercato degli stessi Rockets.

Altre note liete, tra le poche, sono il rookie Jarrett Culver (15 punti, 8 rimbalzi e 5 assist con 6/14 dal campo e 3/6 dalla lunga distanza) e il sophomore Josh Okogie (16 punti, 5 rimbalzi, 5 assist, 4 recuperi e una stoppata con 5/11 al tiro in poco meno di 31’ in uscita dalla panchina).

“Poco da dire, siamo stati letteralmente presi a calci. Complimenti ai Rockets, sono una grande squadra. Per quanto ci riguarda, cercheremo di crescere e di imparare da questa pesante sconfitta. Tante cose non hanno funzionato: non siamo stati bravi in difesa ed efficaci a rimbalzo e troppe volte abbiamo lasciato i loro tiratori liberi di segnare.”, ha dichiarato al termine della gara persa coi Rockets Larry Saunders, giovane head coach dei Minnesota Timberwolves.

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