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Rockets ko anche coi Lakers, LeBron: “Onorato dall’affetto dei tifosi”

di Dennis Izzo

Si conclude con lo stesso risultato dello scorso anno il primo incrocio stagionale tra Houston Rockets e Los Angeles Lakers, ma a parti invertite: stavolta, infatti, sono i secondi a imporsi per 124-115 al Toyota Center, nonostante la pesante assenza di Anthony Davis, che fino a poco prima della palla a due era in dubbio e sta per tornare a disposizione della squadra. Per i primi, dal canto loro, si tratta della quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, nonché della terza consecutiva dopo quelle con Memphis Grizzlies e Portland Trail Blazers in back-to-back e della sesta nelle ultime undici partite disputate.

Tutt’altro che sereno il clima dalle parti di Houston, con la squadra di D’Antoni che fatica a tenere il passo delle altre big della Western Conference e sprofonda al sesto posto (26-15): pur essendo ancora in corsa per un posto tra le prime tre, è evidente che se non dovessero invertire nettamente la rotta nelle prossime gare, i Rockets rischierebbero di perdere ancor più contatto dalle zone alte della classifica, anche perché nel selvaggio Ovest ogni minimo errore può risultare fatale e la mancanza di continuità in termini di rendimento e risultati può davvero compromettere un’intera stagione, soprattutto trattandosi di una squadra che a inizio stagione veniva ritenuta una delle favoritissime alla vittoria dell’anello.

“Semplicemente non stiamo giocando bene, questa cosa va avanti da un paio di settimane. Dobbiamo semplicemente lavorare a testa bassa e impegnarci di più in campo se vogliamo uscire da questo momento delicato.”, ha dichiarato senza troppi giri di parole coach Mike D’Antoni, ovviamente deluso dal preoccupante periodo che stanno vivendo i suoi Rockets. Il pensiero dell’ex allenatore di Olimpia Milano, Benetton Treviso e Phoenix Suns, nonché proprio dei Los Angeles Lakers affrontati la scorsa notte, non è molto diverso da quello di James Harden: “Con momenti del genere prima o poi tutti ci fanno i conti. Per superare questo periodo l’unica cosa che possiamo fare è lavorare al massimo delle nostre possibilità e cercare di essere più solidi, soprattutto mentalmente.”

I Lakers, invece, si rialzano immediatamente dopo la sconfitta di misura contro gli Orlando Magic: senza Davis, a trascinare i gialloviola è ovviamente LeBron James, autore di una doppia doppia da 31 punti, 5 rimbalzi, 12 assist e 2 palle recuperate col 52% dal campo (13/25) e celebrato coi cori “MVP, MVP!” dedicatigli dal pubblico di Houston. “Onorato dell’affetto nei miei confronti da parte dei tifosi dei Rockets”, il suo commento a fine gara. Kyle Kuzma, partito ancora una volta in quintetto per ovviare al forfait di AD, è il secondo miglior scorer della capolista della Western Conference con 23 punti, conditi da 8 rimbalzi e il 50% al tiro (8/16), mentre Danny Green ne aggiunge 20 con 5 rimbalzi e 4 recuperi col 47% dal campo (7/15) e il 44% dalla lunga distanza (4/9) e, in uscita dalla panchina, tocca quota 20 anche Kentavious Caldwell-Pope: per lui 20 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 2 palle rubate e una stoppata col 50% al tiro (7/14).

Piove sul bagnato in casa Rockets, Lakers corsari a Houston

“Kuz è stato molto bravo in difesa su Russ, lo ha costretto a prendersi tiri difficili. In qualche occasione ha comunque fatto canestro, ma nel complesso il lavoro difensivo di Kuz è stato ottimo e ci ha aiutato tantissimo nel secondo tempo.”, le parole di LeBron James in merito alla prestazione del suo principale sparring partner in fase offensiva e protagonista di un encomiabile sforzo nella metà campo difensiva.

Sfiorano la doppia doppia JaVale McGee e l’ex di turno Dwight Howard: il primo fa registrare 9 punti, 8 rimbalzi, 2 assist e 3 stoppate col 75% dal campo (3/4) in poco più di 18′, il secondo si ferma a quota 6 punti, 10 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e 3 stoppate col 100% al tiro (2/2) in quasi 25′ in uscita dalla panchina. “Dobbiamo continuare su questa strada. Anche in questa partita abbiamo messo in campo tanta intensità e grinta e non era affatto scontato. JaVale si è reso autore di un paio di stoppate che ci hanno permesso di guadagnare fiducia e ripartire in contropiede. Ora non dobbiamo rilassarci.”, il monito e allo stesso tempo l’elogio di Howard ai suoi compagni.

Ai Rockets non basta la gran prestazione di Russell Westbrook, miglior realizzatore della serata e tra i pochi a salvarsi nell’ennesima sconfitta dei suoi: l’ex OKC mette a referto ben 35 punti, 9 rimbalzi, 7 assist e 3 palle recuperate col 65% dal campo (15/23). James Harden torna a far registrare un trentello dei suoi, ma le sue percentuali al tiro lasciano a desiderare: il Barba, infatti, chiude a quota 34 punti, 6 rimbalzi, 7 assist e una stoppata col 40% dal campo (8/20) e appena il 22% da dietro l’arco (2/9).

A dir poco non pervenuto il supporting cast, con l’ex di turno Tyson Chandler e Thabo Sefolosha che nei pochi minuti a disposizione mettono insieme la miseria di 4 rimbalzi e un recupero e Clint Capela che si ferma a 8 punti, 12 rimbalzi, 3 assist e altrettante stoppate con appena il 44% al tiro (4/9). Eric Gordon e Danuel House raggiungono la doppia cifra, ma entrambi con percentuali decisamente deludenti: 13 punti col 36% dal campo (5/14) e il 33% da tre (3/9) il primo, 10 punti col 33% al tiro (3/9) e il 25% dalla lunga distanza (2/8) il secondo.

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