Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersSuns padroni del campo, Lakers ancora abbattuti: “Che squadra siamo?”

Suns padroni del campo, Lakers ancora abbattuti: “Che squadra siamo?”

di Giacomo Brogi
lakers suns

Guardando la situazione nella Western Conference, non si può non fare caso al dominio assoluto dei Golden State Warriors e dei Phoenix Suns, che si contenderanno a mio avviso la vetta per tutta durata della stagione regolare. Ma se dei primi si parla in abbondanza, soprattutto grazie ai numeri incredibili di Stephen Curry, super favorito al titolo di MVP insieme a Kevin Durant, e anche perché sembra essere tornato nella baia un gioco molto simile a quello caratteristico dell’imbattibile dinastia, dominatrice per anni del basket a stelle a strisce, si da invece secondo me troppo poco spazio ai secondi. 

Diciamocelo in tutta onestà, i Suns sono la squadra che quest’anno è messa meglio in campo. Il quintetto titolare si trova a memoria, e anche i giocatori di rotazione hanno saputo ritagliarsi uno spazio fondamentale all’interno del meticoloso sistema di Monty Williams, che nelle ultime partite è apparso persino lui estasiato dalla mole di gioco che è riuscito a far produrre al suo team. Nelle ultime partite vediamo come i Suns sappiano bilanciare a meraviglia l’enorme dose di talento delle sue star con l’equilibrio offensivo di squadra. La franchigia dell’Arizona infatti si dimostra essere letale sia quando gioca di squadra sia quando Devin Booker o Chris Paul o Deandre Ayton si mettono a fare i fenomeni. Perché si, adesso i Suns sono di nuovo con tutte e tre le stelle disponibili, ma ci hanno mostrato nelle ultime partite di essersela cavata molto bene anche con l’assenza di DBook. Inutile dire come, dopo la sconfitta alle recenti Finals, a Phoenix si senta subito il bisogno di riprovarci. Anche se quest’anno sarà a mio avviso più complicata, perché a Ovest squadre come Golden State e Utah (che però ha dimostrato per il momento di essere solamente una squadra da regular season) possono recare non poco fastidio con le loro solide difese ad un team che fa dell’attacco in transizione la sua arma principale. 

Tuttavia una squadra che i Suns hanno dimostrato di potersi sbarazzare molto facilmente sono i Lakers di LeBron James, che anche questa notte si sono dovuti inchinare di fronte a CP3 e compagni.  I gialloviola, nonostante le numerose assenze causa Covid, si sono dimostrati ancora una volta molto fragili contro le dirette concorrenti per il titolo, nonostante i numeri del loro giocatore migliore siano notevolmente migliori rispetto alle ultime due stagioni. Ma ancora tutto questo dimostra che una squadra non si fa solamente con i nomi, ma mettendo dentro giocatori funzionali allo stile di gioco che si vuole mettere su. Valeva dunque la pena in casa Lakers svendere un intero roster per costruire una squadra di quasi tutti veterani firmati al minimo? Al momento la scelta non sta ripagando, anche se sono convinto che una volta arrivati ai playoffs (perché si, ci arriveranno), nessuno vorrà prendersi il duro impegno di affrontarli. 

Cosa manca ai Lakers? LeBron: “Non sappiamo ancora che squadra siamo”

Al momento viene da dire tutto, o perlomeno quasi. Manca un vero e proprio gioco di squadra, mancano le percentuali al tiro (questa notte si sono fermati al 39.1% totale, con un pietoso 20% dall’arco. Fa venire i brividi inoltre l‘1 su 13 di Talen Horton-Tucker) e manca soprattutto sapere se Russell Westbrook fosse davvero il giocatore giusto da inserire in un team ancora fin troppo attaccato a LeBron, nonostante l’età. Lo stesso re (come evidenziato dal tweet) ammette di non sapere ancora molto bene quale sia l’identità della squadra, ma di essere molto fiducioso sul futuro. Tra l’altro il numero 6, dopo una partita da 34 punti, 7 rimbalzi e 2 assist e un 13 su 19 totale al tiro, è uscito nei minuti finali per infortunio dopo uno scontro con Jae Crowder. Tuttavia non sembra essere nulla di compromettente e i Lakers non dovrebbero rischiare di perderlo. David Fizdale, stasera in panchina al posto di Frank Vogel, alle prese anche lui con il virus, ha dichiarato a fine partita: “Questi Suns sono davvero forti. Gli errori di stanotte sono davvero troppi. Inoltre hanno davvero avuto la fortuna di stare tutti bene. La continuità è importante. I ragazzi, nonostante la sconfitta e la situazione nel gruppo squadra, hanno comunque avuto un buon approccio nel match. Sono fiducioso”. Parole in parte condivisibili. E su LeBron, che conosce fin dai tempi in cui era assistente di Spoelstra ai super Miami Heat, dichiara: “Deve affrontare anche lui una nuova situazione, ma lo fa senza lamentarsi.  Ovviamente è visto come il leader di squadra, ma sia lui che Frank (Vogel, ndr) stanno affrontando la situazione nel migliore dei modi, cercando di affrontare ciò che non va.” 

Con 50 partite ancora da disputare, questi Lakers non possono far altro che migliorare. Tra le note positive possiamo notare un miglioramento nelle prestazioni di Russell Westbrook, che si dice positivo ed ottimista sull’andamento della squadra e soprattutto la scoperta in Trevor Ariza di un ottimo giocatore di rotazione,  molto complementare allo stile di gioco. Alla sua seconda partita con la maglia gialloviola, il trentaseienne veterano ex Heat ha messo referto 12 punti in 21 minuti, con un perfetto 4-4 al tiro e 3-3 dall’arco. Chissà che non possa essere lui la vera arma segreta di questi Lakers, che sembrano al momento ancora impegnati a trovare una meta precisa dove arrivare.

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