Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiSi, i Phoenix Suns sono una vera contender

Si, i Phoenix Suns sono una vera contender

di Giacomo Brogi
Phoenix Suns

Dopo la clamorosa rimonta subita nelle recenti Finals, a Phoenix erano rimasti tutti con l’amaro in bocca. La stagione 2020\21 infatti è stata quella della rinascita per la squadra dell’Arizona, che da anni viaggiava nel buio più totale. Ma dopo aver condotto dei playoffs da assoluti protagonisti, riuscendo a eliminare squadre nettamente più favorite sulla carta (Lakers e Clippers su tutte) la magia è svanita pian piano da gara 3 delle Finals in poi, quando incredibilmente prima Chris Paul e poi Deandre Ayton decidono di anticipare le vacanze e, perdendo tutto lo smalto che li aveva caratterizzati fino a quel momento, lasciano solamente al povero Devin Booker le redini della squadra. Il risultato sarà naturalmente quello che tutti noi conosciamo, con i Bucks di Giannis futuri campioni. Ai Suns resterà solamente tanto rammarico per aver buttato via un anello che sembrava ormai certo ma allo stesso tempo si svilupperà la consapevolezza di essere finalmente tornati ad alti livelli e di poterci riprovare la successiva stagione.

Dopo un off-season in cui Chris Paul ha scelto molto probabilmente di concludere la sua carriera a Phoenix, firmando un nuovo ricco contratto che scadrà al compimento dei suoi 40 anni, e con l’arrivo di qualche nuovo innesto molto mirato come Landry Shamet, tiratore di razza reduce da una grande stagione a Brooklyn e JaVale McGee come centro di riserva, i Suns hanno riapprocciato la nuova stagione con un avvio abbastanza complicato con 3 sconfitte nelle prime 4 partite. Tuttavia, subite le prime batoste, in Arizona è ricomparsa la magia che aveva caratterizzato la precedente stagione. Con 17 vittorie consecutive e una chimica di squadra al limite della perfezione sia in attacco che in difesa (grazie a un lavoro eccellente di coach Monty Williams, vero artefice dei successi del team, soprattutto grazie ad una mentalità davvero vincente) i Suns sono prepotentemente tornati ai vertici della NBA. Nonostante ciò, non godono ancora di un totale consenso da parte di molti analisti ed esperti NBA, che continuano a considerare squadre come Golden State, Brooklyn o Milwaukee le vere favorite nella lotta al titolo. 

Ma a smentirli c’ha pensato ancora una volta il campo. Perché nella notte, grazie alla vittoria nello scontro diretto contro gli Warriors di Steph Curry, Phoenix ha dimostrato ancora una volta di essere davvero entrata in un vortice magico. Nonostante la perdita per infortunio di Devin Booker dopo appena 15 minuti di gioco, la squadra ha trovato la sua forza in un immortale Chris Paul, vero regista e condottiero del suo team e che, con i due ultimi decisivi assist per le cruciali triple di Jae Crowder (che hanno dato il decisivo strappo alla partita, segnando l’allungo definitivo dei Suns), ha chiuso ancora la partita in doppia-doppia e con un clamoroso +21 di plus/minus (ad oggi il suo +46 è il migliore di tutta la lega!!)  Le sue statistiche ad oggi lasciano tutti senza parole; perché a 35 anni sta viaggiando in doppia-doppia di media con 14.5 punti, 10.1 assist e 2.1 palle recuperate di media a partita,  rivelandosi sempre presente nei momenti decisivi.  Inutile sottolineare poi la definitiva esplosione di Deandre Ayton, il vero gigante che serviva ai Suns e che merita assolutamente un rinnovo al massimo salariale,  autore stanotte di 24 punti, 12 rimbalzi e 2 stoppate, dando un contributo notevole anche in difesa.

Eh si, perché di questo fattore durante le partite NBA si parla sempre poco, abituati a goderci le spettacolari giocate offensive in transizione che contraddistinguono da chiunque altro il basket a stelle e strisce. Ma questa notte, giusto per dare qualche dato, Steph Curry ha realizzato solamente 12 punti, tirando con un misero 3-14 dalla lunga distanza e litigando non poco con il canestro. A limitarlo c’ha pensato un Mikal Bridges ai limiti della perfezione. “Ho solamente giocato molto aggressivo e concentrato, il resto è venuto anche grazie all’aiuto della squadra”, dichiara. Inoltre per la prima volta in questa stagione gli Warriors sono riusciti a realizzare meno di 100 punti in una partita, tirando con percentuali a dir poco mdodeste. 

Ed è impressionante sentire CP3 che, con una calma quasi disumana, risponde alle domande dei giornalisti nella conferenza post-partita. Gli viene chiesto come farà la squadra a compensare l’assenza per infortunio di Booker, se questa dovesse rivelarsi più lunga del previsto (tuttavia, secondo le ultime news di ESPN, la star dei Suns dovrebbe saltare solamente poche partite).  La replica è spiazzante.

Abbiamo tanti ragazzi che possono riempire quel vuoto. Lo vedrete continuandoci a vederci giocare. C’è Elfrid Payton per esempio che, pur non avendo giocato le ultime partite, oggi è entrato pronto e determinato in campo, così come Cam Johnson, che ha preso il suo posto nel quintetto. La squadra è talmente profonda che non ci facciamo questi problemi. Se qualcuno scende, qualcun altro si farà avanti al suo posto”. 

Parole che segnano e colpiscono. In particolare perché si vede come un giocatore come lui si fidi dei giovani compagni di squadra, che a loro volta vedono in lui un vero leader ed un gran punto di riferimento. La squadra pare davvero trovarsi quasi a memoria. Dal suo arrivo in Arizona Chris Paul ha letteralmente cambiato in meglio le dinamiche di squadra, che eppure avevano già mostrato dei primi segnali durante le otto vittorie ottenute nella bolla di Orlando. Perchè tre dei cinque giocatori in quintetto (Bridges, Booker e Ayton) facevano parte della squadra che quell’anno non si qualificò neanche ai playoffs e che aveva concluso la stagione 2018\19 con solamente 19 vittorie all’attivo. Durante le tre settimane nella bolla, coach Williams ha intensificato gli allenamenti e cominciato a dare ai suoi tre giocatori ruoli più specifici e funzionali a loro. Ed è da qui che partirà il tutto.

Tra 3 giorni ci sarà l’attesissima rivincita a San Francisco, e gli Warriors, giocando anche davanti al loro pubblico, vorranno necessariamente riprendersi la testa della classifica e dimenticare la recente sconfitta. Servirà un’altra prestazione ai limiti della perfezione ai Suns per fermare di nuovo Steph e compagni, ancora privi di Thompson e Wiseman ma con una cocente voglia di tornare a stupire tutti. Sarà una sfida bellissima ed affascinante, e che speriamo ci possa regalare tutte quelle emozioni che solo il basket NBA sa darci.

 

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