Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston Celtics“Andiamo solo la fuori a giocare”, Butler e gli Heat si prendono gara 1 a Boston

“Andiamo solo la fuori a giocare”, Butler e gli Heat si prendono gara 1 a Boston

di Michele Gibin
heat celtics gara 1

Non c’è due senza tre, i Miami Heat piazzano il blitz in gara 1 anche a Boston contro i Celtics per inaugurare le finali della Eastern Conference con una vittoria per 123-116 al TD Garden.

Come contro Bucks e Knicks nei due turni precedenti, Miami riesce a “rubare” la prima partita della serie, a Boston lo fa con 35 punti del solito Jimmy Butler, che ci mette anche 6 rimbalzi, 7 assist e 6 recuperi difensivi, e un terzo quarto di squadra da 46-25 di parziale con cui gli Heat riescono a ricucire uno strappo di +12 Celtics (71-59 in apertura di frazione) e a ribaltarlo perfettamente (103-91). Gli ospiti segnano 16 delle 31 triple tentate con Gabe Vincent, Max Strus e Caleb Martin mentre l’attacco di Boston si spegne nel secondo tempo.

In quintetto per coach Joe Mazzulla c’è ancora Robert Williams III, confermato dopo la serie contro i Sixers, i Celtics si scavano il vantaggio nel secondo quarto con Al Horford, Malcolm Brogdon, e Jayson Tatum, Boston fa girare il pallone e attacca con pazienza la difesa di Miami. Il massimo vantaggio arriva a inizio terzo quarto con una tripla di Marcus Smart.

E’ il momento migliore per i Celtics ma dura davvero poco. Dopo il timeout Miami si riorganizza e piazza un parziale di 14-1 per pareggiare sul 72-72, e dopo qualche minuto di equilibrio con Butler, Kevin Love e Strus raggiunge anche la doppia cifra di vantaggio.

Nel quarto periodo sono Jaylen Brown e Derrick White a tenere i Celtics a contatto (108-103 Miami a 7′ dal termine), ma Butler si assicura di tenere sempre più di un possesso di distanza tra le due squadre. Jimmy gioca pick and roll in serie con Adebayo e con gli esterni Heat e attacca i cambi difensivi di Brogdon e White. Con 2 minuti ancora da giocare, ancora Butler si guadagna il centro dell’area contro Malcolm Brogdon, e sul raddoppio di White trova nell’angolo Caleb Martin che segna da tre (117-110). Boston non fa più canestro e la star di Miami chiude i conti di gara 1 un minuto dopo con una tripla da 8 metri, allo scadere dei 24 secondi, che entra con un rimbalzo favorevole sul ferro per il +10 Heat.

Miami manda 6 uomini in doppia cifra, Bam Adebayo chiude con 20 punti, 8 rimbalzi e 5 assist e Max Strus e Gabe Vincent ci aggiungono 15 punti a testa. Kyle Lowry e Caleb Martin dalla panchina segnano 30 punti complessivi.

Per Boston ci sono 30 punti con 7 rimbalzi per Jayson Tatum e 22 punti con 9 rimbalzi e 5 assist di Jaylen Brown, Robert Williams segna 14 punti con 6 su 6 al tiro e 7 rimbalzi, per Malcolm Brogdon 19 punti dalla panchina. Tatum non riesce a prendersi neppure un tiro nel quarto periodo, in maniera abbastanza sorprendente.

Su tutti vigila però dall’alto Jimmy Butler, che segna 20 punti nel secondo tempo, gioca 43 minuti e si guadagna 10 tiri liberi (12 su 25 dal campo per lui. L’attacco di Miami continua a volare alto per qualità di tiri e circolazione di palla, gli Heat tirano con il 54.1% dal campo.

Quello che Butler sta facendo per questa squadra non si può quantificare” ha detto coach Erik Spoelstra a fine partita “Non c’è dato che tenga, lo si sente solo negli spogliatoi, la stabilità. Anche quando sei sotto di 9 all’intervallo c’è sempre la sensazione con lui che ok, loro sono ancora a tiro, ricominciamo e poi lui farà qualche giocata delle sue, Bam (Adebayo, ndr) anche e tutto andrà per il verso giusto. I grandi giocatori sono così“.

Nel post partita Jimmy Butler ha reso omaggio ai suoi compagni di squadra: “Sto giocando molto bene perché sono nelle condizioni di farlo, non ho limiti imposti su quello che posso fare. Mi viene affidato il pallone, ci si fida di me in difesa, è questo che un giocatore di basket vuole. Ciò che conta nella vita è essere dove siamo voluti e apprezzati, e allora si va la fuori e si balla (…) il nostro magari è un circolo ristretto ma è un circolo che si vuole bene. Ci instilliamo fiducia l’un l’altro, andiamo in campo e giochiamo il nostro basket sapendo che avremo sempre una chance di vincere“.

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