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NBA All-Star Game, l’Elam Ending tornerà anche nella prossima stagione

di Michele Gibin

La NBA intende mantenere il formato dell’All-Star Game 2020 anche per la prossima stagione, visto il successo dell’esperimento dell’ultimo quarto giocato senza cronometro, e con un punteggio prefissato da raggiungere.

Tale sistema è noto negli stati uniti come “Elam Ending“, ed è stato ideato dal professor Nick Elam della Ball State University come alternativa per i finali di partita, ed ai falli sistematici per fermare il cronometro. L’Elam Ending si basa sull’aggiungere un dato numero di punti (il punteggio “target”) ai punti segnati dalla squadra in vantaggio nei primi tre quarti, o fino ad un intervallo o interruzione di gioco prefissata. La prima squadra a raggiungere il “numero magico” è la vincitrice.

All’All-Star Game 2020, la NBA ha adottato il numero 24, il numero di maglia di Kobe Bryant, quale punteggio target. L’ultimo quarto di gioco, disputato senza cronometro, è durato 15 minuti (tempo effettivo) e 39 di diretta TV, ed ha incontrato il favore di giocatori e pubblico, che ne hanno apprezzato la capacità di portare più intensità in campo, anche in una partita di esibizione.

Come confermato da Byron Spruell, president of basketball operations della NBA, l’Elam Ending tornerà dunque anche per l’edizione 2021 dell’All-Star Game, e l’obiettivo della lega resta quello di sperimentare altri modi di introdurre tale novità all’interno del calendario. In futuro dunque, il torneo di metà stagione oggi punto centrale della riforma della regular season fortemente voluta da Adam Silver, potrebbe implementare l’Elam Ending.

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Dall’anno prossimo aumenterà con ogni probabilità il punteggio target. Una prima bozza ideata dalla NBA quest’anno aveva previsto prima 39, e poi 35 punti in più, prima di decidere per il 24 simbolico.

La BIG3, la lega estiva di 3 vs 3 fondata da Ice Cube ed ispirata alle partite da “campetto”, adotta già l’Elam Ending al posto del cronometro classico, e la NBA intende adoperare come di consuetudine la G-League come incubatrice per esperimenti in futuro. Allo studio per la prossima edizione dell’All-Star Game c’è già una modifica regolamentare che impedisce che la partita possa chiudersi su un tiro libero, come successo nell’edizione 2020.

La NBA proseguirà nei prossimi mesi a rifinire la sua proposta di riforma della regular season, con l’intento di adottarla per la stagione 2021\22, quella del 75esimo anniversario della fondazione. La proposta di reseeding, anche parziale, delle teste di serie dei playoffs non ha incontrato buona accoglienza da NBPA e squadre, mentre piace l’idea del torneo infra-stagionale (e la possibilità di ridurre a 40 minuti la durata delle partite del torneo).

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