Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Boston vince contro i Bucks: cosa ci ha detto la partita?

Boston vince contro i Bucks: cosa ci ha detto la partita?

di Riccardo Rivoli

I Boston Celtics si sono portati a casa il big match contro i Milwaukee Bucks con il risultato di 116-119. Questo è solo il primo scontro diretto tra le due più grandi potenze della Eastern Conference, ma già ci rivela qualcosa su chi sia la squadra più pronta.

I Celtics hanno avuto un inizio di stagione praticamente perfetto, con solo 3 sconfitte nelle prime quattordici gare, di cui una arrivata proprio nella scorsa partita contro Charlotte. Meno convincente l’inizio di Milwaukee, che comunque si è presa il secondo posto a Est con un filotto di 5 vinte consecutive. Quindi i Bucks si sono presentati al TD Garden con la responsabilità di dimostrare di essere all’altezza della diretta avversaria e che le 5 vittorie consecutive non erano un caso. Ma non ci sono riusciti.

Il risultato è bugiardo, ma non nel senso che Milwaukee avrebbe meritato di vincere, ma nel senso che Boston avrebbe meritato di vincere meglio. A 5 minuti dalla fine i Celtics erano in pieno controllo sul +16, ma poi, come spesso è accaduto nelle scorse stagioni, la squadra ha smesso di giocare sul più bello. Da un po’ di tempo i Celtics hanno un problema sistematico coi quarti quarti e più in generale coi momenti clutch. In questi momenti smettono di segnare anche i giocatori più importanti e la difesa diventa un colabrodo. A ciò si aggiunge che stanotte giocavano contro uno dei giocatori più clutch del mondo, ovvero Lillard, che ha segnato alcuni  canestri fenomenali sul finale, facendo seriamente preoccupare tutti i tifosi del TD Garden.

Boston Celtics

Quello della gestione dei finali è il vero tallone d’Achille di Boston, che per il resto sembra una squadra ancora più forte dell’anno scorso. Jayson Tatum, che non era al massimo della sua condizione, ha chiuso comunque con 23 punti  e 7 su 17 al tiro. Il numero 0 ha giocato un ottimo primo tempo, dove ha sempre attaccato il ferro con cattiveria e talvolta anche giocato spalle a canestro. Quando gioca così è davvero inarrestabile e diventa anche molto efficiente, cosa che non è quando inizia a prendersi triple su triple in step back, abbassando così le percentuali, che è proprio ciò che ha fatto nel secondo tempo. Se prendesse meno tiri dalla medio-lunga distanza dal palleggio, Tatum potrebbe diventare un giocatore nettamente più efficiente. Sta migliorando su quest’aspetto, ma c’è ancora da lavorare.

Un altro che ha un problema simile è Jaylen Brown, ma oggi non ha praticamente preso tiri dal palleggio e non ha mai forzato. La nota più positiva della sua partita è stata la chimica che ha dimostrato di avere con Kristaps Porzingis. Il loro pick-and-roll o pick-and-pop in punta ha generato molti buoni tiri per il lettone, che ha approfittato della scelta di Lopez di restare sempre in drop coverage, per prendersi diversi tiri piazzati da 3 o per riattaccarlo sul close-out.

Avere due lunghi tiratori è fondamentale per Boston per mantenere sempre delle spaziature ottimali e permettere alle ali di penetrare. In più, con JB e JT meno ossessionati dal pallone, l’attacco è meno stagnante rispetto alla scorsa stagione e la palla gira molto di più. Non a caso tutti i giocatori, eccetto Holiday, hanno chiuso in doppia cifra.

Holiday, l’ex della partita, non ha tirato bene (1 su 8 dal campo), ma il suo contributo difensivo è stato, come sempre, incommensurabile. Per lunghi tratti di partita Jrue ha marcato Giannis Antetokounmpo e, nonostante la palese differenza di altezza, l’ex Pelicans lo ha fortemente limitato. La difesa di Boston in generale si è comportata abbastanza bene, anche se si sente la mancanza di un rim protector vero. Soprattutto nel finale, superata la prima linea, per i Bucks era facile arrivare al ferro, anche a causa degli aiuti troppo lenti dal lato debole. 

Milwaukee Bucks

Meno felice la prestazione della squadra di coach Griffin. Proprio Griffin si è nuovamente scontrato con Giannis, che non condivideva la scelta di essere sostituito a metà terzo quarto. In quel momento i Bucks erano in doppia cifra di svantaggio e il greco voleva restare in campo per aiutare i suoi a farsi sotto. Milwaukee è stata in doppia cifra di svantaggio dal primo quarto, dove ha segnato solo 17 punti, fino agli ultimi 5 minuti.

E’ stato proprio Giannis oggi a deludere più di tutti. 21 punti con 7 su 20 dal campo, 13 rimbalzi, 5 assist e 3 palle perse sono i numeri a fine serata per il greco, che non è riuscito a dominare il pitturato, come solitamente fa. Questo è soprattutto merito della difesa dei Celtics, che non gli ha mai permesso di ricevere in area, costringendolo a lavorare maggiormente dal palleggio. Forse però Antetokounmpo dovrebbe iniziare a limitare il numero di possessi in cui gioca 1vs1 dal palleggio, perché per fare quello ci sarebbe un certo Lillard. I due impareranno a spartirsi meglio i possessi col passare del tempo, ma ciò che fa più strano è che collaborano davvero poco.

A inizio anno tutti si aspettavano che i Bucks iniziassero ad abusare del pick-and-roll Dame-Giannis e invece lo vediamo pochissimo. I due giocano più spesso isolamenti, ma questa strategia stanotte si è rivelata meno efficace. Ogni qualvolta che giocavano insieme, o che al posto di Giannis era Lopez a bloccare, Milwaukee tirava fuori qualcosa di buono. Continuano però, inspiegabilmente, a farlo troppo poco. Questo abuso degli 1vs1, oltre a essere meno efficiente, coinvolge meno gli altri giocatori, che stanno fermi ad aspettare una palla che non gli arriverà mai. Infatti nessuno della panchina è andato in doppia cifra.

Dame ha segnato 27 punti con 11 su 24 FG, con le percentuali che si sono aggiustate nei minuti finali. Anche lui ha sbagliato tanto, soprattutto a inizio partita, ma poi è salito di livello nel momento decisivo. Molto più solida invece la partita di Brook Lopez, che ha segnato ben 28 punti con 12 su 18 al tiro. Lillard ha giocato a due con lui diverse volte e l’ex Nets è stato devastante sia nei pick-and-roll che nei pick-and-pop. Da notare anche che ha raccolto 5 rimbalzi offensivi, sfruttando le disattenzioni dei lunghi avversari. In difesa ha sofferto contro Porzingis, che gli ha fatto pagare la sua decisione di difendere sistematicamente in drop sui blocchi.

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