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Wizards, Bradley Beal parla del suo contratto: “Mi garantisce flessibilità”

di Michele Gibin

Lo scorso ottobre, Bradley Beal aveva deciso di prolungare il suo contratto con gli Washington Wizards dando fiducia contro ogni pronostico al progetto della squadra, nonostante la cattiva stagione 2018 e i problemi fisici di John Wall.

Un rinnovo contrattuale di ulteriori due stagioni oltre il 2021, anno di naturale scadenza del precedente accordo, per oltre 70 milioni di dollari (e player option sull’ultimo anno), per porre un freno almeno temporaneo alle voci di mercato sul suo conto, per dare tempo agli Wizards di sviluppare un progetto vincente, e per monetizzare al massimo puntando sul suo futuro.

A 27 anni, Beal è un due volte All-Star ed è reduce da una stagione chiusa ad oltre 30 punti e 6 assist di media, cifre toccate in stagione solo da James Harden e dal collega di draft Damian Lillard. Con gli infortuni di Wall, Bradley Beal si è imposto come il giocatore franchigia degli Washington Wizards.

Il prolungamento contrattuale dello scorso ottobre fu il frutto di una valutazione semplice e lungimirante. Beal ha infatti ottenuto il massimo possibile da Washington sul rinnovo, e al termine del suo decimo anno da professionista (nel 2022) potrà rinunciare alla sua opzione e rinegoziare – con gli Wizards o con un’altra squadra – un supermax contract da 5 anni ed il 35% dello spazio salariale disponibile.

Per essere eleggibile, Beal dovrà soddisfare nelle prossime stagioni dei traguardi per lui tutt’altro che infattibili, come una nomina in uno dei primi tre quintetti All-NBA, una convocazione all’All-Star Game o premi individuali (come ad esempio un MVP).

Bradley Beal

Parlando del suo contratto e di come il prodotto di Florida lo abbia voluto strutturare, Bradley Beal non ha però negato di aver pensato anche a un certo grado di flessibilità: “Mi sono chiesto: voglio che la squadra costruisca attorno a me? O voglio iniziare a guardarmi attorno? (…) Ho strutturato il mio contratto per garantirmi della flessibilità, perché quel che voglio di più è vincere. Ma voglio anche rivedere John (Wall, ndr) in campo. Bisogna anche saper essere un poco egoisti quando si tratta, tutelarsi. Nel mio caso, crearsi un minimo di flessibilità in caso le cose dovessero cambiare“.

In poche parole, e come già ribadito anche durante la lunga pausa della stagione, Beal ha voluto concedere agli Wizards del tempo per ristrutturare un salary cap che ancora per le prossime due annate sarà tra i più pesanti della NBA, e per trovare i giocatori giusti. Un primo test per il general manager Tommy Sheppard sarà in questa offseason, con il contratto di Davis Bertans da rinnovare.

Washington ha trovato nonostante le difficoltà in Bertans, Moe Wagner, Thomas Bryant, nel rookie Rui Hachimura e in giocatori con potenziale come Jerome Robinson, Isaac Bonga e Troy Brown, un gruppo di giocatori interessante. Ancora poco per stimolare le fantasie dei tifosi, che possono però sperare in un ritorno in condizioni fisiche finalmente ottimali di John Wall.

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