La stagione da sogno dei Chicago Bulls sta ora subendo una dura battuta d’arresto.
Infatti, sebbene il team si sia affermato come una delle migliori squadre della lega, in possesso di un record di 42 vittorie (11 in più rispetto alla scorsa stagione) e 30 sconfitte, è ormai da un po’ di tempo che non riesce a battere le migliori squadre della lega, e questo anche (e soprattutto) a causa dei pesanti infortuni a cui ha dovuto far fronte.
In particolare, il motore della rinascita dei Bulls è sempre stato Zach LaVine, ironicamente uno dei giocatori che ha saltato più partite consecutive per questa stagione.
Il veterano ha infatti giocato al massimo livello per anni, e ha sempre ricoperto il ruolo di guida, per portare i Bulls in una posizione vincente, ora più che mai siccome ha abbastanza talento intorno a sé.
“Alcune persone vengono chiamate in squadre da playoffs. Altri, in squadre in ricostruzione” ha detto il diretto interessato. “Noi, negli ultimi 2 anni, abbiamo lottato molto per diventare una squadra da playoffs. In questa stagione siamo stati in cima alla Eastern Conference, e ora siamo al quarto posto. Significherà molto per me poter finalmente aggiustare la situazione”.
Il giocatore ha poi aggiunto, in un’intervista a Marc J Spears di Andscape, che sta facendo il possibile affinché i Bulls possano riuscire a qualificarsi ai playoffs, anche in “compagnia” del dolore al ginocchio sinistro che lo tormenta già da un po’.
LaVine ha infatti una media di 24.5 punti, 4.8 rimbalzi e 4.7 assist a partita, ma il ginocchio sinistro gli ha creato non pochi problemi, soprattutto essendo quello che gli venne operato nel 2017.
“Sto facendo tutto quello che posso” ha detto LaVine. “La gente sa che gioco anche attraverso gli infortuni. Odio perdere le partite. Io sono uno che mette al primo posto la squadra. Anche quando non sono al 100%, io aiuto la squadra. Ovviamente devo badare a me stesso, e prestare la dovuta attenzione alla mia riabilitazione e a come mi sento. Devo solo continuare così e lo farò”.
Ed è proprio la disponibilità di LaVine di giocare anche attraverso il dolore, che dimostra quanto voglia vincere. E grazie a tutto il suo “sbattimento” per la squadra, Chicago forse riuscirà a sorridere alla fine della sua corsa al titolo, che va avanti da ben 4 anni. Anche perché, l’ex Timberwolves ha ben 470 partite giocate alle sue spalle, ma nessuna in post-season. Ma la statistica non sembra interessargli molto.
“Non presto molta attenzione a queste cose” ha detto LaVine. “Non significa niente per me. Devi giocarti bene le carte che ti vengono distribuite, è qualcosa che devi fare. Io sono competitivo, voglio scontrarmi con i migliori giocatori della lega e portare il mio talento contro i più forti. Questo è quello che rappresentano i playoffs“.
Il capo allenatore dei Bulls, però, ha ammesso che il due volte All-Star vive anche dei momenti di frustrazione dovuti all’infortunio, e che odia il fatto di non poter dare tutto se stesso a livello fisico.
“Non è stato se stesso, su questo non c’è dubbio” ha detto coach Billy Donovan. “Non so fino a che punto l’infortunio lo stia limitando. Senza dubbio lo sta facendo. Ora dobbiamo gestire bene la situazione. Zach vorrebbe solo sentirsi meglio”.
Ora resta quindi solo da capire come LaVine affronterà la post-season in queste condizioni.

