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Home NBANBA TeamsGolden State Warriors Curry ricorda Kobe e Gianna: “I suoi complimenti mi diedero molta fiducia”

Curry ricorda Kobe e Gianna: “I suoi complimenti mi diedero molta fiducia”

di Lorenzo Brancati

Dopo diversi mesi di stop Steph Curry sembrerebbe prossimo al rientro in campo, e nel frattempo ha rilasciato un’intervista in ricordo di Kobe e Gianna Bryant. A riportare le sue parole è Ben Golliver, per The Washington Post.

Il ricordo più bello che il due volte MVP della stagione regolare porta con sé del leggendario numero 24 risale al 2010. Curry era un rookie di 21 anni, con pochissime certezze e molti punti interrogativi a circondarlo. “Hanno inquadrato Kobe in panchina dopo un mio tiro di tabella.” ha iniziato a raccontare di un episodio risalente ai minuti finali di una partita tra Warriors e Lakers “Ha detto a chi gli stava vicino: ‘Hey, lui non è niente male’. Ho rivisto la clip successivamente e mi si è stampato un sorrisone sulla faccia, sapendo che Kobe stava apprezzando ciò che facevo da rookie. “

Curry ha sottolineato l’importanza che quelle parole hanno avuto: “Quel momento ebbe un valore inestimabile per costruire la mia sicurezza. Lui è stato sempre importante nel dare valore alla generazione successiva. Se si interessava a te potevi essere sicuro di aver fatto vedere qualcosa di speciale.”

A proposito di sentirsi apprezzati, il numero 30 di Golden State ha lanciato un nuovo programma un anno fa. Chiamato “Underrated Tour“, volto a far notare tutti quei giovani che non vengono premiati dalle graduatorie tradizionali“Io fui sottovalutato. Credo di aver avuto una valutazione di tre stelle, e di non essere rientrato nemmeno nella classifica. (…) Volevo trovare un modo per raggiungere tutti quei giovani sottovalutati dalle graduatorie, aiutarli a cogliere l’opportunità di farsi conoscere.”

Kobe, Curry e l’amore per le proprie figlie

Kobe Bryant e Steph Curry avevano anche un grandissimo punto in comune: l’amore per le proprie figlie. Il tre volte campione NBA, padre di una bambina di 7 anni e di una di 4, ha raccontato: “Egoisticamente vorrei che entrambe giocassero a basket. Nessuna delle due però ci ha ancora pensato, e io avrò pazienza. Bisogna prendere consapevolezza del basket femminile, perché con essa capitano anche le opportunità. Di recente l’abbiamo visto con la WNBA che è riuscita a far crescere i salari delle sue giocatrici, questa deve essere una guida per tutte le ragazze che vogliono giocare.”

Curry ha infine ripercorso la tragica perdita di un padre così legato alla sua famiglia: “E’ la tragedia più grande che io abbia mai visto, per quanto grande ed evidente fosse il suo amore per le sue figlie. Per come Gigi cogliesse ogni attimo per provare ad imitarlo, per quanto lui fosse felice di farle da coach. L’ho visto da vicino, li ho incontrati insieme agli All-Star Games. Tutto ciò mi fa apprezzare il legame padre-figlia. La gioia quotidiana di essere il padre di due figlie. Non servono ragioni per non darlo per scontato, ma tutto questo mi ha sicuramente colpito.”

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