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Altro show di Damian Lillard, 51 contro i Jazz, Melo: “Dame, cose da pazzi”

di Michele Gibin

Mai stato così in ritmo in vita mia“, c’è da credere alle parole di Damian Lillard, che 24 ore dopo aver onorato al meglio campo e memoria del grande Kobe Bryant allo Staples Center, replica contro gli Utah Jazz al Moda Center di Portland con un’altra prova da 50 punti.

51 punti, per la precisione, per Lillard che con l’aiuto di un Hassan Whiteside da 17 punti e 21 rimbalzi contro Rudy Gobert supera i Jazz per 124-107. Dame Lillard chiude con 17 su 29 al tiro, 9 su 15 al tiro da tre punti e 12 assist, i Trail Blazers tornano a sperare nei playoffs mentre il rientro in campo di Zach Collins, e forse di Jusuf Nurkic, si avvicina.

La partita di sabato notte è la sesta consecutiva in cui Lillard mette a referto almeno 6 triple, la star dei Blazers diventa il primo giocatore nella storia NBA a viaggiare ad almeno 45 punti e 10 assist di media in sei partite di fila. 48.8 i suoi punti di media nelle “magnifiche 6”.

La partita di Lillard finisce dopo due tiri liberi, ed il coro di “MVP, MVP” dalle tribune dei Moda Center, cori guidati da C.J. McCollum e Carmelo Anthony in campo. Per i Jazz la sconfitta di sabato è invece la quarta consecutiva, dopo 19 vittorie nelle precedenti 21 partite.

La partita? Credo che finalmente stiamo iniziando a trovarci, come squadra. Stiamo meglio fisicamente, abbiamo individuato le cose che funzionano per noi e le seguiamo“, così Lillard dopo la partita “Io seguo la mia routine, il mio lavoro quotidiano. Non sempre la gente riesce a capire quanto sia facile per un giocatore, tra viaggi, fatica, partite e vicende personali, perdere di vista l’importanza della routine“.

La testa fa tanto. Abbiamo fatto fatica per tutto l’anno, eravamo arrivati al punto in cui avevamo la scelta di usare gli infortuni e la sfortuna come alibi, oppure tentare di risalire, capire cosa fare e come, lottare. Io ho accelerato, ho aggiustato la mia preparazione, esercizio, sonno (…) si tratta di questo. I cori? Portland ha i migliori tifosi d’America

Carmelo Anthony è tornato in campo dopo la pausa forzata a Los Angeles: troppo forte ancora per Melo il dolore per la scomparsa dell’amico Kobe Bryant, l’ex star di Nuggets e Knicks ha preferito non volare a LA con la squadra. Per lui, 15 punti con 5 rimbalzi e tanta difesa. “In tanti anni abbiamo visto tanti giocatori segnare tanti punti e fare grandi cose“, spiega Anthony “Ma così, come sta facendo ora Lillard, è una cosa che non si vedeva da un bel po’. Io sono contento di esserne parte, di esserci“.

Damian Lillard si è posizionato con la sua striscia di 6 partite a ridosso di Kobe Bryant e James Harden per punti segnati in 6 gare consecutive, nelle ultime 20 stagioni (293 per Lillard e Bryant, 296 e 299 per Harden in due occasioni distinte): “Gli avversari stanno cercando di rendermi la vita più difficile, io cerco di fare sempre la giocata giusta (…) provocare una reazione della difesa, battere il difensore in aiuto dai lati e muovere il pallone da quella parte, attaccare le difese aggressive, ed i miei compagni stanno facendo le giocate giuste e segnando i tiri. Abbastanza semplice“.

A beneficiare più di ogni altro delle letture di Lillard è Hassan Whiteside, che sta disputando la miglior stagione in carriera e sfruttando le occasioni in attacco (61& al tiro, miglior dato in carriera per l’ex Heat) e si è imposto come ricevitore primario per i giochi a due con Lillard. Contro i Jazz, Whiteside ha ripetutamente punito la difesa prendendo posizione in area e chiudendo con 7 su 10 al tiro. Nelle ultime 10 gare, Hassan Whiteside sta tirando con oltre il 65% dal campo.

Per gli Utah Jazz prosegue invece il processo di inserimento di Mike Conley. Il miglior momento della stagione per la squadra era arrivato durante l’assenza per infortunio dell’ex giocatore dei Memphis Grizzlies, che al suo rientro aveva accettato di buon grado la panchina (19 minuti di media nelle 4 gare post rientro. Contro i Blazers Conley è tornato in quintetto base, decisione tecnica di coach Quin Snyder che ha retrocesso Royce O’Neale in panchina: per Conley partita da 22 punti e 4 assist (4 su 6 al tiro da tre) in 30 minuti di gioco.

Non credo sia il caso di farsi prendere dal panico, ma di certo c’è da sistemare qualcosa“, Donovan Mitchell dopo la partita “Abbiamo bisogno di una bella seduta di allenamento per rivedere alcune cose, ora siamo all’opposto rispetto a dove eravamo solo una settimana fa e dobbiamo riprendere, altrimenti passeremo una brutta pausa per l’All-Star Game“.

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