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Olimpiadi, Damian Lillard ci sarà: “Non vedo l’ora di giocare per Popovich”

di Francesco Schinea
Damian Lillard

Nel corso della sua carriera Damian Lillard non ha mai preso parte ad una competizione ufficiale con la maglia del Team USA, ma le cose sono destinate a cambiare in vista delle prossime Olimpiadi. Lillard ha, infatti, confermato la propria disponibilità a scendere in campo a Tokyo.

Sono diversi i motivi alla base della sua decisione, primo fra tutti la possibilità di essere allenato da Gregg Popovich. “Il fatto che Pop sia l’allenatore della nazionale ha avuto un ruolo importante nella mia decisione di esserci”, ha dichiarato a Tim Reynolds di The Associated Press. “Ho grande rispetto per Pop come persona e come allenatore. Non vedo l’ora di giocare per lui, usare la sua conoscenza della pallacanestro e vedere cosa la nostra squadra può fare”.

Damian Lillard è uno dei primi giocatori, insieme a Draymond Green, a dichiararsi pronto a far parte dei 12 convocati per le Olimpiadi. Il torneo di basket avrà inizio il 25 luglio, ma il roster statunitense dovrebbe essere stabilito entro la fine di giugno, visto che il training camp prenderà il via a Las Vegas il 6 luglio.

“Spero solo che possiamo mettere insieme una squadra di grandi giocatori in grado di adattarsi. Non voglio per forza che dicano ‘Dame giocherà quindi io dovrei esserci’, ma spero che vedano che i migliori giocatori prendono questo impegno e lo guardino come un’opportunità di far parte di qualcosa di speciale”.

Damian Lillard: “Olimpiadi? Un’occasione per liberarsi dalle responsabilità della NBA”

Dopo essersi lasciato alle spalle un’altra deludente stagione NBA, dal punto di vista dei risultati di squadra, la star dei Portland Trail Blazers proverà a contribuire alla ricerca della quarta medaglia d’oro consecutiva del Team USA. Tra le sue principali fonti d’ispirazione vi è il cosiddetto “Redeem Team”, ovvero la squadra del 2008 che guidata da stelle del calibro di Kobe Bryant, Dwyane Wade, Chris Paul, Carmelo Anthony e LeBron James vinse la competizione a Pechino.

“Ricordo di aver visto il Redeem Team e sembrava davvero divertente. Così tante stelle in una squadra, in grado di giocare insieme disinteressatamente e divertirsi. Quella squadra ha connesso la pallacanestro con i migliori giocatori del mondo. Sembrava un grande momento e sembravano così liberi dalle loro normali responsabilità nelle loro squadre NBA. Per questo motivo mi sono interessato molto al Team USA. Significa molto aggiungere questa esperienza e rappresentare la mia famiglia e il mio paese su un palcoscenico importante, su cui non sono mai stato”.

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