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Damian Lillard sulla stagione NBA: “Ora momento giusto per essere creativi”

di Michele Gibin

Nessuno sa ancora con esattezza cosa sarà della stagione NBA 2019\20, se l’idea di riprendere in estate, a porte chiuse e a ranghi ridotti possa davvero prendere piede e rivelarsi fattibile anche dal punto di vista della sicurezza, oltre che organizzativo.

Quel che è certo, è che il finale della stagione – se finale ci sarà – sarà davvero sui generis. La NBA valuta un formato diverso, breve e da giocare in una sola location, qualcosa di completamente diverso dal canonico format dei playoffs NBA a 16 squadre e le serie al meglio delle 7 gare, con il Commissioner Adam Silver che ha prudentemente dichiarato che “ogni opzione rimarrà sul tavolo”, e che ogni decisione verrà presa solo in accordo con le direttive sanitarie a livello nazionale.

Tanti giocatori NBA, tra cui LeBron James, hanno già fatto sapere di non vedere di buon occhio un “pronti-via” che getti subito le squadre nei playoffs dopo una pausa così lunga. La sicurezza è inoltre un tema preponderante: nonostante i controlli e l’attenzione, anche un solo caso tra i giocatori di covid-19 a torneo iniziato potrebbe di nuovo fermare tutto, e questa volta definitivamente.

Un’opinione su un possibile formato per il finale di stagione la dà anche Damian Lillard, star dei Portland Trail Blazers che prima dello stop erano in lotta per l’ottavo posto nella Western Conference. A Lillard dispiacerebbe non avere la possibilità di agganciare la post-season: “Quando riprenderemo a giocare, credo sia giusto dare alle squadre una possibilità di qualificarsi, alle squadre che erano in lotta come noi. Penso ad una sorta di torneo… di certo sarebbe qualcosa di profondamente diverso dal solito, qualcosa di mai visto prima, e che alla fine renda questa stagione ancora più speciale“.

La pausa forzata e l’impossibilità di allenarsi in gruppo inizia inoltre a pesare sui giocatori: “C’è aria di off-season, sembra finita.., vedremo cosa accadrà“.

Damian Lillard: “Facciamo un torneo come quello NCAA”

Le circostanze potrebbero permettere alla NBA di sperimentare col progetto di riforma della regular season, le cui trattative sono da tempo iniziate. L’idea guida per una riforma è quella di un torneo infra-stagionale, da disputare tra novembre e dicembre e ad eliminazione diretta a tabellone “tennistico”, formato inedito per il basket NBA ma in uso nella NCAA, e nel football americano per i playoffs, “Credo si possa pensare ad un torneo come quello NCAA, con tutte le squadre e l’eliminazione diretta“, ancora LillardUn turno singolo fino alle finali di conference, e poi una serie al meglio delle 3 partite. Così facendo non saremmo poi costretti a posticipare l’inizio della stagione il prossimo anno“.

Si tratta di essere creativi, dopo tutto. E quale momento migliore per essere creativi se non questo? Le persone sarebbero super incuriosite, è il momento giusto“.

Le discussioni sulla riforma della regular season NBA non hanno toccato nelle scorse settimane solo il torneo infra-stagionale. Ad esempio, dal CEO degli Atlanta Hawks Steve Koonin era arrivata al MIT Sloan Sports Analytics Conference, tra febbraio e marzo, un’interessante proposta che prevedeva uno spostamento permanente della stagione tra metà dicembre e agosto, con le Finali NBA in piena estate, un escamotage per meglio bilanciare la stagione sportiva del basket NBA con la NFL ed il seguitissimo college football. “Non la vedo, sinceramente“, Damian Lillard dice la sua “Sinceramente il modo in cui facciamo ora è perfetto, a noi l’estate serve per staccare e non credo che come me ci siano tanti giocatori a favore di una cosa così“.

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