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Nuggets, Michael Porter Jr career high contro OKC: “Devo continuare cosi”

di Giovanni Oriolo

Ieri sera, nella sfida delle 22 ore italiane, i Denver Nuggets hanno affrontato e superato gli Oklahoma City Thunder per 121-113 dopo un tempo supplementare, ed i principali protagonisti della vittoria Nuggets sono il serbo Nikola Jokic (con una tripla doppia da 30 punti, 12 rimbalzi e 10 assist) e il “rookie” Michael Porter Jr. che ha realizzato 37 punti (suo career high) e 12 rimbalzi.

Era dai tempi di Carmelo Anthony (nel 2004) che un giocatore al primo anno non realizzava una gara da almeno 35 punti e 10 rimbalzi. Porter, nonostante sia stato scelta al draft del 2019, è ancora considerato una matricola in quanto ha perso l’intera prima stagione per via di un problema alla schiena. Problemi che gli sono costati la top 3 del suo draft (venendo scelto alla 14esima chiamata).

A far risplendere ancora di più la prestazione di Porter ci sono le percentuali al tiro. MPJ ha chiuso 4 su 6 da oltre l’arco, 12 su 16 dal campo e 9 su 9 ai tiri liberi. A tutto ciò si può aggiungere un +/- di +25. Per coach Malone sapere che l’ex Missouri è in buona forma è un’ottima notizia visto l’assenza, per problemi fisici, di tre giocatori chiave come Jamal Murray, Gary Harris e Will Barton.

Anche Billy Donovan esalta il potenziale di Michael Porter Jr

Nel post partita anche il coach dei Thunder, Billy Donovan, ha speso belle parole per il giovane talento dei Nuggets. Dicendo:

“Michael è un ragazzo molto, molto talentuoso. Purtroppo è stato molto sfortunato con gli infortuni, ma che ha già affrontato tante difficoltà nella sua giovane carriera e probabilmente ha imparato molto da esse. Probabilmente anche il grande potenziale della squadra gli ha limitato i minuti in questa stagione, ma ha un grande potenziale ed è entrato bene nella rotazione offensive e difensive dei Nuggets. Sicuramente ne sentiremo parlare ancora tanto perché è un ragazzo molto, molto dotato”

Nuggets, coach Malone su Michael Porter Jr: “Contro gli Heat ci è mancata la sua presenza a rimbalzo”

Dopo la brutta prestazione di qualche giorno fa contro gli Heat, Porter ha prontamente risposto alla strigliata del suo coach con questa grande prestazione. Ecco le sue parole a ESPN a fine gara:

“Dopo la partita contro gli Heat dentro di me sapevo che avrei potuto e dovuto fare molto di più. Nella precedente partita non ho messo l’energia, lo sforzo e l’entusiasmo necessario per fare bene, ma oggi mi sono rifatto e il coach lo ha riconosciuto. Però questa non deve una partita isolata, soprattutto perché stiamo giocando senza giocatori importanti come Jamal, Gary e Will. In più il mister mi ha detto che devo assolutamente riuscire ad essere un valore aggiunto per la squadra e assumere un ruolo maggiore. Questo è il mio obiettivo per il futuro”.

Dopo le dichiarazioni del suo giocatore anche Michael Malone è tornato sulla vicenda. L’allenatore dei Nuggets ha infatti spiegato che ciò che non gli era piaciuto della prestazione di Porter contro Miami era stata la sua assenza a rimbalzo.

Porter rimane un giocatore fondamentale per la squadra del Colorado e soprattutto tutti sanno quanto vale.

“Lui è un ragazzo eccezionale e fin dal primo giorno mi aspetto grandi cose da lui. Il motivo della mia sfuriata nella gara dell’altro giorno è perché l’ho visto poco presente a rimbalzo. Per carità, capita a tutti la partita in cui non sei in giornata, ma la sua assenza sotto canestro ci è costata cara. Noi ormai siamo tutti abituati a vedere Porter andare a rimbalzo sempre e con grande qualità, esattamente come ha fatto stasera. Lui ha dimensioni corporali e lunghezza delle braccia straordinarie, che pochi ragazzi in roster hanno”.

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2 Commenti

Giovanni 4 Agosto 2020 - 19:20

C è qualcuno che può spiegarmi l utilità di un individuo che per il mio modestissimo parere non potrebbe giocare a Basket nemmeno nella serie B Italiana? Stò parlando di Dort degli Oklahoma City Thunder, mi piacerebbe tanto sapere quale genio l ho abbia scelto non so in quale 100-200sima chiamata del Draft, una nullità simile non l ho mai vista nell NBA moderna. Uno che è nel quintetto base e fà 5 punti in 35 minuti, questo è nel quintetto titolare dall inizio della stagione e ha giocato tutte le gare con una media di 30 min. a partita e se non ricordo male in sole due occasioni ha superato i 20 punti, altrimenti la sua media è sotto i 10 punti. Questo non possono permetterselo gli Oklahoma se vogliono aspirare in un qualcosa di inaspettato. Ieri proprio lui quando Oklahoma erano più 7 a 2min dalla fine ha miseramente fallito una penetrazione a canestro appoggiando a tabellone una palla che poi è schizzata via, con quel canestro sarebbero andati a più 9 e probabilmente si sarebbero spente le speranze dei Denver. Ma apparte quell ultimo canestro mancato gli Oklahoma con un altro al suo posto sarebbe andata diversamente, non capisco come l allenatore continui a mandarlo in quintetto base.

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Giovanni 4 Agosto 2020 - 19:00

Oklaoma ha buttato alle ortiche una partita che negli ultimi 2 minuti la vedevano in vantagio di 7 lunghezze e con quella vincita il terzo posto diventava più che reale

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