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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston Rockets Harden e Westbrook a GQ: “Il nostro rapporto è speciale. Vogliamo vincere”

Harden e Westbrook a GQ: “Il nostro rapporto è speciale. Vogliamo vincere”

di Dennis Izzo

James Harden e Russell Westbrook formano una coppia che dà spettacolo non soltanto sul parquet, ma anche e soprattutto fuori dal campo. I due, infatti, sono migliori amici da anni e si conoscono da quando erano piccoli, essendo cresciuti entrambi in quel di Compton, noto quartiere di Los Angeles. Dopo aver iniziato la loro carriera in NBA tra le file degli Oklahoma City Thunder, riuscendo ad arrivare alle Finals nel 2012 (sconfitta per 4-1 contro i Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh), le strade dei due si erano separate, con Harden trasferitosi agli Houston Rockets via trade nell’ottobre dello stesso anno.

In Texas, il Barba è diventato un fuoriclasse assoluto, evolvendosi da Sesto uomo con compiti difensivi a principale scorer e uomo franchigia, condividendo anche il parquet con futuri Hall of Famers del calibro di Dwight Howard prima e Chris Paul poi. Allo stesso modo, The Brodie è diventato il simbolo indiscusso di OKC, che ha poi perso anche Kevin Durant, accordatosi coi Golden State Warriors nell’estate 2016, e ha tentato, senza successo, di affiancare altre due stelle al suo numero 0, ossia Paul George e Carmelo Anthony.

Westbrook e Harden hanno centrato una miriade di traguardi individuali nel corso degli anni, vincendo entrambi l’MVP della regular season (il primo nel 2017, mettendo a referto medie di 31.6 punti, 10.7 rimbalzi e 10.4 assist nel suo primo anno senza Kevin Durant e il Barba, il secondo l’anno successivo, con medie di 30.4 punti, 5.4 rimbalzi e 8.8 assist e Rockets trascinati al primo posto ad Ovest col miglior record della lega e della loro storia, 65-17).

I due si sono ritrovati nuovamente fianco a fianco la scorsa estate, con i Rockets capaci di piazzare il colpo Westbrook spedendo ai Thunder il pesante contratto di Chris Paul e scelte future al Draft. Il tutto dopo che OKC aveva improvvisamente salutato Paul George, ceduto ai Los Angeles Clippers in cambio di Shai Gilgeous-Alexander, Danilo Gallinari e scelte, e sembrava quindi destinata ad avviare un intenso processo di rebuilding.

Dopo un inizio più complicato del previsto, complice anche le difficoltà nell’inserire un giocatore come Westbrook nel sistema di gioco dei Rockets (il classe ’88 ha poco più del 30% dalla lunga distanza in carriera), Mike D’Antoni pare aver trovato la formula giusta per far convivere i due anche sul parquet, scegliendo di percorrere la strada dello small ball: via Clint Capela, dentro Robert Covington, con l’area libera per le penetrazioni di Harden e, soprattutto, Westbrook.

I due hanno recentemente posato per la nota rivista di moda GQ e saranno sulla copertina del mese di marzo. Entrambi hanno rilasciato un’intervista al magazine, parlando anche e soprattutto del loro rapporto personale e delle loro ambizioni. Di seguito le loro parole, tra battute, obiettivi di carriera, e aneddoti che ripercorrono la loro amicizia, dai campetti di Compton a quelli di NBA.

Harden e Westbrook, il duo protagonista del mese di marzo su GQ

Qual è il primo ricordo che avete l’uno dell’altro?

Russell Westbrook: “Siamo cresciuti al Boys & Girls Club. Ovviamente, essendo entrambi originari di Los Angeles, giocavamo insieme e ci siamo ritrovati in NBA. È un circuito tutto americano. James era un mancino paffutello.”

Chi era più forte?

Russell Westbrook: “Senza dubbio James. È sempre stato molto talentuoso nonostante fosse più giovane di me.”

James Harden: “Io.”

Secondo te quanti soldi spende annualmente James in vestiti?

Russell Westbrook: “Direi almeno mezzo milione di dollari.”

James Harden: “Scommetto che Russ spende tra i 300 e i 350mila dollari.”

James, tu conosci benissimo Russ. Tra le tante cose che si dicono sul suo conto, quale pensi che sia errata?

James Harden: “Il fatto che sia irascibile. Le persone si limitano a giudicarlo dalla grinta che mette in campo e pensano che sia così nervoso anche nella vita di tutti i giorni. In realtà, è semplicemente un ragazzo tranquillo. È legatissimo alla sua famiglia e ha un gruppo ristretto di amici che conosce sin dai tempi delle superiori. Penso che sia proprio quest’aspetto che ci permetta di avere un rapporto così autentico.”

Russell Westbrook: “Dico sempre che ogni persona quando lavora ha una personalità diversa. Il fatto che io in campo abbia un determinato atteggiamento non significa che sia così anche fuori dal parquet. Molti pensano che sia così, ma non mi turba perché io so benissimo che tipo di persona sono.”

Pensi che le persone abbiano una giusta percezione di te?

Russell Westbrook: “Assolutamente no. Ho girato il mondo, ho conosciuto tante persone importanti, tra cui imprenditori e stilisti, che spesso mi hanno detto: ‘Oh, non sapevo che fossi Russell Westbrook!'”.

A tuo avviso, qual è la cosa più sbagliata che le persone dicono di James?

Russell Westbrook: “Penso che abbia a che fare col suo stile di gioco. Molti dicono che sia un modo di giocare dannoso per i suoi compagni di squadra. Io conosco il suo modo di essere e di giocare e penso che ogni giocatore dovrebbe sfruttare i propri punti di forza. Lui è un grandissimo scorer e se chiedi a chi lo marca ti dirà che è impossibile difendere su di lui, ecco perché gioca in questa maniera.”

Questa stagione è più divertente rispetto a quelle passate?

Russell Westbrook: “Non direi proprio questo. Personalmente, ogni anno punto a divertirmi e a competere per ottenere il massimo possibile. Ovviamente questa è una stagione speciale per me, perché ho avuto modo di ricongiungermi con un amico fraterno. Entrambi ci godiamo questo momento. Siamo nel meglio della nostra carriera, penso che sia il massimo che potessi chiedere.”

James Harden: “Ovviamente vogliamo vincere ogni partita, ma abbiamo avuto parecchi problemi che ci hanno impedito di farlo. Clint Capela e Eric Gordon hanno saltato parecchie partite, non abbiamo ancora avuto la squadra al completo. Penso che questo sia abbastanza preoccupante per le nostre rivali ed eccitante per noi.”

L’avventura di Russell a Houston è iniziata con una telefonata di James, poi il front office dei Rockets fece in modo che l’affare andasse in porto. È andata così?

James Harden: “Esatto. È stato abbastanza semplice.”

Se fossi rimasto a OKC, avreste vinto il titolo insieme?

James Harden: “Certo che sì! Sono stato lì tre anni e abbiamo sempre perso contro le future vincitrici dell’anello. Al terzo e ultimo anno abbiamo perso le Finals, poi abbiamo vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra. Avremmo vinto anche l’anello se non fossi andato via.”

Spesso si dice che gli atleti non abbiano sentimenti, ma recentemente abbiamo assistito a tanti casi di atleti che hanno deciso di esporre i loro problemi. 

Russell Westbrook: “Penso che la salute mentale sia un aspetto importante di ciò ed è importante che gli atleti possano raccontare le loro storie, come hanno fatto ad esempio Kevin Love e DeMar DeRozan. Mia moglie è una terapista, per cui so parecchie cose relative a questi problemi.”

James Harden: “Per quanto mi riguarda, in campo non mi faccio condizionare da nulla. Possono dirmi qualsiasi cosa, io sono sempre nella mia scatola. Sono così anche nella vita quotidiana, lascio che gli altri dicano ciò che vogliono, a me non interessa. Ero così anche da piccolo.”

Entrambi avete avuto un ottimo rapporto col grande rapper Nipsey Hussle. Dove eravate quando avete appreso la notizia della sua scomparsa?

Russell Westbrook: “Appena ho saputo la notizia, uno dei primi che ho chiamato è stato James. Noi sapevamo benissimo che tipo di persona fosse e quanto importante fosse il suo contributo. Ora per fortuna lo sa anche il resto del mondo.”

James Harden: “Un paio di giorni prima della sua morte, avevo affittato una casa a Los Angeles e ci eravamo riuniti per cenare insieme. Aveva un accordo con un casinò a Las Vegas per creare la Marathon Sports Agency. Io, lui, il mio manager Zo e i nostri amici ne stavamo parlando. Tornato a Las Vegas, ricevo la telefonata e dico: ‘No, è impossibile’.”

Qual è l’obiettivo dell’era Westbrook-Harden a Houston per avere successo?

Russell Westbrook: “Per me e James successo significa una sola cosa: vincere il titolo. Individualmente abbiamo fatto di tutto, molto più di tanti altri giocatori storici. Per metterci al livello dei più grandi di sempre, ci manca soltanto l’anello.”

Vi manca qualcosa per farlo?

James Harden: “Non direi. Abbiamo tutto ciò che serve per riuscirci. Una volta che saremo al completo sarà davvero dura batterci. I traguardi individuali non ci preoccupano, ne abbiamo già fatti tantissimi e molti di questi dureranno per sempre. Non necessariamente devo segnare almeno 40 punti oppure Russ deve fare una tripla doppia. Questo non ci interessa, siamo focalizzati soltanto sulla vittoria.”

Russell Westbrook: “Vero, abbiamo una grande squadra e tutti i mezzi per vincere.”

Cosa pensi del fatto che la gente dica che il tuo modo di giocare limiti la produttività della squadra?

James Harden: “Giocatori come Shaquille O’Neal, Tim Duncan e Michael Jordan giocavano spesso e volentieri in isolamento e tutti li idolatravano. Tim e Shaq giocavano in iso in post perché erano grossi: è la stessa cosa dell’isolamento sull’ala. L’obiettivo è quello di farsi raddoppiare per far sì che un compagno sia libero e possa usufruire di un tiro più semplice e non contestato. Io vengo spesso e volentieri raddoppiato, se non addirittura triplicato, e questo fa sì che tanti nostri compagni abbiano la possibilità di tirare senza ostacoli. Quando Tim Duncan veniva raddoppiato, scaricava la palla a un suo compagno sul perimetro e tutti dicevano che si trattava di un’ottima tattica offensiva. Benissimo, è la stessa cosa.”

E, invece, che ne pensi dell’intensità di Russ, anch’essa spesso criticata?

James Harden: “Nessuno eguaglia la passione con cui gioca. Non ho mai visto un giocatore giocare con una grinta simile e questo è proprio ciò che lo rende quello che è.”

Russ è un uomo di famiglia, con tre splendidi figli e una moglie. Ti capita mai di chiederli consigli anche relativi a quest’ambito?

James Harden: “Certo! Parliamo praticamente di tutto. Spesso mi dà anche buoni consigli, almeno l’80% delle volte.”

Russell Westbrook: “È ciò che fanno i veri amici. Si parla di qualsiasi cosa.”

Il fattore novità potrebbe essere una delle ragioni alla base delle tante critiche che ricevete, dato che non si erano mai visti giocatori come voi.

Russell Westbrook: “Questo è il mondo in cui viviamo. Appena c’è qualcosa di nuovo, la gente resta spiazzata e non sa come reagire.”

James Harden: “Sì, e poi i social media sono peggio della televisione. C’è gente che pensa che ogni cosa sia vera solo perché la legge sui social. Come ho detto prima, io resto nella mia scatola.”

Giocare con un amico intimo aiuta?

James Harden: “Ovvio! Io dico sempre quello che penso a Russ e anche lui fa lo stesso con me.”

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