Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland Cavaliers Cavs, Kevin Love sul ritorno agli allenamenti: “Non vedevo l’ora”

Cavs, Kevin Love sul ritorno agli allenamenti: “Non vedevo l’ora”

di Federico Ferri
kevin love

Kevin Love ha dimostrato molto entusiasmo ala ripresa degli allenamenti di venerdì  (il primo possibile dopo qualche settimana di stop). “E’ stato il periodo più lungo che io abbia mai passato senza tirare, perciò non vedevo l’ora di prendermene qualcuno“, ha detto il numero 0 a ESPN. 

Al momento le uniche squadre che hanno il permesso di svolgere delle sedute sono proprio i Cleveland Cavaliers, i Portland Trail Blazers e i Denver Nuggets. Gli allenamenti sono ovviamente diversi da quelli che si potevano tenere prima del lockdown. “Prima di accedere al campo ci hanno fatto qualche domanda. Ci hanno chiesto come ci sentivamo, se ci fossimo ammalati a casa nei giorni precedenti e se avessimo aderito alle norme di sicurezza imposte dallo stato“, ha detto Love.

NBA, sì agli allenamenti per i giocatori, ma con restrizioni

Le restrizioni prese in considerazione sono quelle di far accedere al campo di allenamento al massimo 4 giocatori per volta, tenendo una distanza di almeno 3 metri e mezzo l’uno dall’altro. Love in questo caso era con Larry Nance Jr., Cedi Osman e Ante Zizic. Ad ogni atleta spetta una metà campo e Kevin Love, in questo caso, era assistito da Dan Geriot (assistente allenatore dei Cavs), il quale doveva munirsi di maschera e guanti.

E’ possibile tenere aperta solo una parte del campo di allenamento, infatti come ci spiega il giocatore dei Cavs, gli spogliatoi sono chiusi: “Mi sono cambiato e mi sono dovuto fare la doccia a casa. Non è proprio il massimo per un giocatore come me che suda molto”. Non tutti i giocatori sono completamente entusiasti del ritorno in campo, infatti C.J. McCollum dei Trail Blazers non condivide a pieno la scelta di riaprire.Sono un po’ preoccupato perché la situazione nel mondo e in America resta difficile, so però che i Blazers hanno messo in campo ogni misura di sicurezza necessaria per tutte le parti interessate. Capisco le norme della NBA, ma dovremmo domandarci se abbia davvero senso tornare al lavoro sotto questo tipo di misure, se ne vale la pena”.

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