fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn Nets Irving parla di critiche anche durante il Martin Luther King Day: “Inevitabili, anche lui le ricevette…”

Irving parla di critiche anche durante il Martin Luther King Day: “Inevitabili, anche lui le ricevette…”

di Federico Ferri

La point guard dei Brooklyn Nets, Kyrie Irving, parla delle critiche, che sono ormai una costante nella sua carriera, citando il Dr King durante il Martin Luther King Day.

Critiche che gli sono state rivolte da numerose figure importanti del basket: secondo Kendrick Perkins, Irving avrebbe finto l’infortunio per non dover scendere in campo al TD Garden di Boston. Invece Kevin Garnett pensa che il 27enne non abbia avuto “le palle” di vincere a Boston mentre secondo Paul Pierce i “buu” ricevuti dai tifosi dei Celtics sono stati più che meritati. A proposito di queste dichiarazioni Kyrie ha voluto rispondere così: “Quando sono stato fuori 7 settimane a causa dell’infortunio alla spalla la gente ha continuato a parlare di me nonostante io sia stato in silenzio. Le critiche sono inevitabili. In fondo, hanno crocifisso Martin Luther King per aver parlato di pace e di integrazione sociale“.

Io so chi sono, sono un ottimo padre di famiglia e ho dei buoni valori. In fin dei conti stiamo parlando di basket, che è un gioco. Io sono un essere umano, voglio ricordarlo“, così Irving si è sfogato dopo aver ricevuto numerose frecciatine per i suoi ultimi mesi di carriera non proprio esaltanti.

Irving in campo, un fattore positivo o negativo al momento?

Nel corso di questa stagione, la star dei Brooklyn Nets ha saltato ben 27 gare e il record della squadra in questo periodo di assenza è di 13 vittorie su 27 partite totali, una percentuale di successo del 48.1%. Con Irving in campo invece la probabilità di portarsi la partita a casa scende al 33.3% (5 successi su 15).

Nonostante le ottime statistiche, 26.5 punti, 5.3 rimbalzi e 6.9 assist di media (massimo in carriera per tutte e tre le voci) sembra che la sua presenza in campo non significhi automaticamente un aumento nella qualità da parte della squadra. Questo dato è molto significativo e dimostra quanto non basti semplicemente aggiungere pezzi ad una squadra e aspettarsi che tutto funzioni immediatamente. Coach Kenny Atkinson e i suoi ragazzi hanno ancora molta strada da fare, in attesa anche del ritorno di Kevin Durant.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi