Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsNets, Kyrie Irving verso il ritorno in squadra: “Giocherà part-time”

Nets, Kyrie Irving verso il ritorno in squadra: “Giocherà part-time”

di Michele Gibin
kyrie irving

Il ritorno in campo di Kyrie Irving sembra realtà, secondo quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, il giocatore dei Brooklyn Nets avrebbe iniziato “il percorso necessario” per rientrare in squadra, non c’è ancora una data per il suo esordio in stagione ma si attendono sviluppi a breve. L’ex Cavs e Celtics è stato nel frattempo autorizzato ad allenarsi in gruppo.

I Nets sono una delle squadre più colpite dal Covid in questo periodo, con 7 giocatori al momento fermi tra cui James Harden, LaMarcus Aldridge, Bruce Brown Jr e Paul Millsap oltre a De’Andre’ Bembry e Jevon Carter. Sempre Charania aveva riportato alcuni giorni fa che si erano aperti degli spiragli per il rientro di Irving. Spiragli a quanto pare confermati.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, Kyrie Irving non si sarebbe vaccinato contro il Covid, i Nets gli permetteranno di tornare in qualità di giocatore part-time per le sole partite in trasferta, cosa che non avevano voluto concedergli a inizio stagione. Nello stato di New York vigono tuttora le restrizioni che consentono ai soli residenti vaccinati l’accesso a luoghi ed eventi pubblici come le arene NBA e i centri di allenamento.

Il proprietario dei Nets Joe Tsai ha parlato di “squadra entusiasta all’idea di riavere Irving in gruppo“, e di come lo stesso Kyrie “non vedesse l’ora di riprendere a giocare“.

I Brooklyn Nets avrebbero dunque concesso a Irving di tornare in gruppo alle sue condizioni, vista la situazione di urgenza peraltro comune a molte altre squadre in questo periodo “disordinato”, e dopo aver preso una posizione netta appena tre mesi fa, quando era diventato evidente che Kyrie Irving non si sarebbe vaccinato. A fare leva sul front office e la proprietà sarebbero stati i giocatori di peso, a iniziare dalle star Kevin Durant e James Harden.

La NBA sta vivendo il momento più difficile della stagione, con diversi giocatori fermati dal protocollo anti Covid, tante squadre che debbono ricorrere a giocatori prelevati dalle squadre affiliate di G-League, e anche un certo grado di caos con alcuni risultati falsi positivi o inconcludenti dai test rapidi, che hanno generato ad esempio gli stop poi rientrati di giocatori come LeBron James e Russell Westbrook dei Lakers.

Prima di rimettere piede in campo, Kyrie Irving dovrà superare la trafila di test previsti per i giocatori non vaccinati, con 5 test in 5 giorni da passare, e si dovrà sottoporre come da protocolli a test quotidiani. Una volta superati, i Nets dovranno valutare il suo stato di forma dopo 3 mesi in cui Irving si è allenato in maniera autonoma, fattori che potrebbero allungare i tempi del suo effettivo rientro in organico a Brooklyn. Irving aveva concluso la stagione 2020\21 con un infortunio alla caviglia destra, rimediato in gara 4 delle semifinali della Western Conference poi persa per 4-3 contro i Milwaukee Bucks futuri campioni NBA.

Una delle preoccupazioni maggiori di coach Steve Nash, acuita dalle tante assenze per Covid e l’infortunio di Joe Harris, è quella del minutaggio troppo elevato di Kevin Durant e James Harden. Il rientro di Kyrie Irving, seppure part-time, permetterebbe ai Nets di gestire con più serenità i carichi di lavoro delle due star. Il ritorno in campo di Irving in modalità tanto singolari, porterà però delle questioni da risolvere in casa Nets: cosa succederebbe se in primavera le restrizioni dovessero impedire ancora a Irving di scendere in campo a Brooklyn, quando inizieranno i playoffs? Inoltre, da non vaccinato Kyrie Irving non potrà giocare al Madison Square Garden contro i Knicks e neppure a Toronto in Canada.

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