Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers: il tiro di Kyle Kuzma stende i Nuggets, LeBron: “Kuz ci serve sempre così”

Lakers: il tiro di Kyle Kuzma stende i Nuggets, LeBron: “Kuz ci serve sempre così”

di Michele Gibin
kyle kuzma

I Los Angeles Lakers mettono in campo tutto il loro orgoglio ed il miglior Kyle Kuzma per battere i Denver Nuggets, dopo le ultime tre uscite poco convincenti nella bolla NBA e qualche timore su forma e potenziale offensivo della testa di serie numero 1 ad Ovest.

Contro i Nuggets a deciderla è un tiro da tre punti a 0.4 secondi dal termine di Kuzma, che servito da Anthony Davis nell’angolo destro non sbaglia e fissa il punteggio sul 124-121 finale.

Lakers che decidono di schierare Kuzma in quintetto base, assieme a Davis, JaVale McGee ed il rientrante Danny Green con LeBron James. Senza Kentavious Caldwell-Pope, una scelta precisa da parte di coach Frank Vogel per cercare di rivitalizzare un attacco poco incisivo nella manciata di partite giocate fin qui a Orlando.

E la mossa paga: 25 punti e 6 rimbalzi per Kuzma, 14 su 29 di squadra al tiro da tre punti per i Los Angeles Lakers con Green, LeBron (5 su 11) e Markieff Morris a contribuire. Anche Dion Waiters dalla panchina si conquista minuti importanti (12 punti in 27′), mentre pare per ora terminato l’esperimento J.R. Smith.

La partita è ad altro punteggio, le due squadre si “scambiano canestri” ed i Nuggets ruotano 10 giocatori: minuti controllati per i titolari Nikola Jokic, Jamal Murray, Michael Porter Jr e Paul Millsap, tanto spazio per Bol Bol e Keita Bates-Diop in uscita dalla panchina.

Lakers, LeBron: “Per vincere il titolo ci serve un Kyle Kuzma così”

James, Davis e Kuzma dall’altra parte restano in campo oltre 33 minuti (38 per James): “Se vogliamo vincere il titolo, Kyle Kuzma deve essere il nostro terzo miglior giocatore, quello che quando io o Davis facciamo fatica, possa essere anche il secondo realizzatore in serata singola” così LeBron James su KuzmaE se Kuz non gioca come sa, semplicemente non possiamo vincere“.

D’altro canto, la fiducia in sé stesso non è mai mancata a Kuzma: “L’ultimo tiro? Ci sarebbe potuto essere anche Gesù a difendere contro di me, lo avrei preso comunque. Non fa differenza, avevo un buon tiro e l’ho preso, è un gioco che abbiamo provato in allenamento e ho la fiducia del coach. Ed io l’ho ripagata. 9 volte su 10 quella palla va a LeBron, ma oggi è toccato a me, e la fiducia non manca“.

E sulla sua partenza in quintetto: “Io so che sarei un titolare in quasi tutte le squadre NBA, e lo sanno tutti. Qui ai Lakers gioco dietro ai due migliori giocatori del pianeta, ma davvero non importa, io provo solo a fare il mio lavoro, trovare la mia nicchia. E vincere, perché conta solo quello e se non lo facciamo non sarà una buona cosa per noi“. Al rientro di Kentavious Caldwell-Pope, infortunato, Kuzma dovrebbe tornare al suo ruolo di sesto uomo.

Denver ha terminato ancora una volta la partita con tante riserve in campo (Bol Bol, Mason Plumlee, P.J. Dozier), e coach Mike Malone è soddisfatto dei suoi: “Non potrei essere più orgoglioso, abbiamo lottato punto a punto contro la numero 1 a Ovest, in tutte e 4 le partite in stagione contro di loro li abbiamo costretti a delle battaglie. Mi è dispiaciuto dover fare sedere i titolari nel quarto quarto e chiedere un grande sforzo alla nostra panchina, ma davvero non avrei potuto chiedere di meglio in termini di attenzione, grinta ed energia“.

Una sconfitta indolore per i Nuggets, che ha dato però agli Houston Rockets oggi quarti la possibilità teorica di scavalcare Jokic e compagni al terzo posto nella Western Conference: le due sono separate da una sola partita, e Houston ha ancora a disposizione tre gare per tentare il sorpasso.

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