Dopo una riunione burrascosa tra i giocatori NBA a poche ore dalla decisione dei Milwaukee Bucks di boicottare in segno di protesta la loro partita di playoffs, mercoledì scorso, LeBron James e Chris Paul hanno chiesto consiglio all’ex presidente USA Barack Obama, sul come portare avanti le istanze dei giocatori.
James e Paul hanno guidato un comitato ridotto di giocatori che ha preso l’iniziativa di consultarsi con l’ex presidente. La riunione tra i giocatori ha visto anche momenti intensi, con un gruppo di atleti guidati da LeBron che ha spiegato che, pur apprezzando il coraggio e il gesto dei Bucks, non ha condiviso la decisione non collegiale e la mancanza di un piano da seguire.
James si sarebbe poi trovato assieme ai suoi compagni dei Los Angeles Lakers ed a Kawhi Leonard ed i Los Angeles Clippers in una posizione di minoranza, quando LeBron ha sostenuto di essere pronto a tornare a casa e chiudere la stagione se l’azione di giocatori, NBA e proprietari delle squadre non avesse fatto un altro passo avanti nella campagna di sensibilizzazione e attivismo per i diritti civili e la giustizia sociale.
Lakers e Clippers avevano abbandonato per primi la riunione di fatto chiamandosi fuori, mentre il resto sei giocatori aveva manifestato l’intenzione di riprendere i playoffs. Alla riunione ha partecipato anche la direttrice della NBPA, Michele Roberts, che ha illustrato ai giocatori le possibili conseguenze economiche di uno sciopero a oltranza.
Obama avrebbe dunque consigliato al comitato di riprendere a giocare, una volta concordato con la NBA e con i proprietari nuovi metodi di azione per la campagna civile dei giocatori. I portavoce di Barack Obama hanno diffuso nelle ore scorse un comunicato: “Da tifoso di pallacanestro, il presidente Obama parla regolarmente con i giocatori NBA e con i rappresentanti della lega. Il presidente è stato felice di dare i propri consigli mercoledì scorso ad un gruppo ridotto di giocatori NBA per sfruttare la grande piattaforma a loro disposizione, dopo il coraggioso sciopero intrapreso dopo il caso di Jacob Blake. Si è discusso della formazione di una commissione per la giustizia sociale, che possa assicurarsi che le azioni intraprese dalla NBA in materia di giustizia sociale e riforma della polizia possano avere successo“.
Le condizioni per la ripresa della Associazione Giocatori NBA:
Dopo aver concordato la ripresa dei playoffs NBA, la NBPA ha annunciato alcune misure e iniziative nuove, e nuove condizioni:
“1. La NBA e i suoi giocatori hanno accettato di creare immediatamente una coalizione volta alla giustizia sociale, con rappresentanti tra giocatori, allenatori e proprietari. Sarà concentrata su un largo spettro di problemi, tra cui l’aumento dell’accesso al voto, la promozione del coinvolgimento civile e la promozione per riforme significative della polizia e della giustizia.
2. In tutte le città dove le franchigie della lega possiedono e controllano le arene di proprietà, le squadre lavoreranno con gli ufficiali locali per convertire tali strutture in seggi elettorali per le elezioni del 2020. Garantendo così seggi fisici che siano sicuri per comunità vulnerabili al COVID. Se dovesse essere passata l’ultima scadenza saranno comunque utilizzate come strutture per le votazioni.
3. La lega lavorerà con i giocatori e con i nostri partner nel settore della trasmissione per creare e includere in ciascuna gara dei playoffs NBA spot dedicati alla promozione di maggiore coinvolgimento civile nelle elezioni nazionali e locali e per aumentare la consapevolezza riguardo accessi e opportunità del voto.”
They’ll use every trick in the book to try to stop us from voting but we won’t fall for the okey-doke. If you’re in Detroit, fight back and report mess like this to elections@Michigan.gov. https://t.co/MW1CGPyscS
— More Than A Vote (@morethanavote) August 27, 2020

