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Tyronn Lue e il suo licenziamento dai Cavaliers: “Fu ingiusto”

di Gabriele Melina

Tyronn Lue, oggi assistente allenatore dei Los Angeles Clippers, ha espresso alcune considerazioni sul suo licenziamento dal ruolo di capo allenatore dei Cleveland Cavs, avvenuto il 28 ottobre del 2018 a seguito di un deludente inizio di stagione regolare.

Secondo quanto riportato da ESPN, Lue non avrebbe accettato pienamente la decisione presa dalla dirigenza dell’Ohio, ritenendo il suo esonero dalla squadra vista trionfare l’ultima volta nel 2016 una mossa poco leale e dura da accettare.

Per di più, l’ex campione NBA nel 2001 con i Los Angeles Lakers ha sottolineato quanto sia stato duro portare avanti una squadra senza il contributo di LeBron James, da anni il punto di riferimento dell’intera organizzazione dei Cavaliers.

Cavs, Lue sul suo licenziamento: “Credo non sarebbe dovuto accadere”

Durante il suo percorso in quel di Cleveland, iniziato nella stagione 2015\16 e terminato all’inizio dell’annata 2018\19 dopo sei partite risultate tutte in sconfitte, Lue ha collezionato un record piuttosto positivo di 128 vittorie in confronto ad 83 sconfitte. Nel corso di questo lasso di tempo durato quattro anni, l’ex point-guard degli Atlanta Hawks ha condotto la sua squadra a tre finali consecutive, di cui, la prima, conclusasi con un’incredibile vittoria in gara 7, mentre le seguenti due, tagliate corte dalla corazzata Golden State Warriors con MVP Kevin Durant in entrambi i casi.

In riferimento al suo licenziamento dal ruolo di capo allenatore, al cui posto è poi subentrato Larry Drew, Lue ha riportato:

E’ stato davvero difficile accettarlo, e, credo che non sarebbe dovuto accadere. Essere licenziato dopo un campionato vinto e tre finali consecutive, ti mette in una prospettiva in cui cerchi di capire dove hai sbagliato, o cosa avresti potuto fare meglio per evitare l’accaduto

In un secondo momento, Lue ha dichiarato che non avrebbe avuto alcun problema ad essere oggi ancora l’allenatore dei Cavaliers: “Vorrei essere tutt’oggi il capo allenatore dei Cavs. C’era la possibilità di instaurare un buon rapporto con il general manager, con i nostri giocatori più giovani, cercando di importare una mentalità vincente. Suppongo che un allenatore, dopo anni di successo, sia libero di gestire al meglio alcune situazioni difficili come quelle che abbiamo vissuto nell’era post-LeBron”.

L’addio di Lebron James, per Lue uno dei momenti più complicati

Da quando il nativo di Akron ha lasciato per la seconda volta lo stato in cui è nato, la situazione in quel di Cleveland è notevolmente peggiorata. Del trio protagonista dal 2015 fino al suo scioglimento, inizialmente abbandonato da Kyrie Irving, è rimasto solo l’ala Kevin Love, circondato da un andirivieni di giocatori in cerca di una situazione stabile e da giovani dal potenziale ancora non completamente sviluppato.

Tyronn Lue ha evidenziato le difficoltà incontrate nel superare questo momento:

Quando Kyrie ci ha lasciato, è stata dura, però in squadra era rimasto LeBron e tutte le possibilità di vincita che porta con sé. Poi, nell’estate del 2018 anche lui ha portato il suo talento altrove, ed è stata quell’occasione a farmi capire che tutto stava per finire. E’ difficile accettare un avvenimento del genere e gestirne le conseguenze

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