Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsJazz, Mitchell e la lezione del secondo anno: “Difficoltà inaspettate, Frank Ntilikina ha solo bisogno di una chance”

Jazz, Mitchell e la lezione del secondo anno: “Difficoltà inaspettate, Frank Ntilikina ha solo bisogno di una chance”

di Michele Gibin
Jazz-Thunder

Gli Utah Jazz di Donovan Mitchell non usano alcun riguardo per i New York Knicks, e passano con un netto 137-116 al Madison Squadre Garden di NY.

I Jazz di coach Quin Snyder segnano 74 punti nel solo primo tempo, e chiudono la partita con un pesantissimo 20 su 42 al tiro da tre punti. Rudy Gobert è perfetto dal campo e chiude con 7 su 7 al tiro e 18 punti. Donovan Mitchell ne aggiunge 30 in soli 28 minuti d’impiego.

I New York Knicks, reduci da un periodo di 7 trasferte nelle ultime 9 gare e privi di Allonzo Trier, non oppongono resistenza. L’unica nota positiva della serata per coach David Fizdale è Mitchell Robinson, che con la sua 29esima partita consecutiva chiusa con almeno una stoppata a segno eguaglia il record di franchigia per un rookie, appartenuto a Patrick Ewing.

Frank Ntilikina, scelta numero 8 al draft NBA 2017 ed “oggetto misterioso” dal giorno successivo al suo arrivo a New York, è stato costretto a saltare il confronto diretto con Mitchell, la stellina dei Jazz selezionata sole 4 chiamate più tardi nello stesso draft.

Un problema muscolare ha tenuto fuori Ntilikina per quasi due mesi. L’ex giocatore del SIG Strasbourg potrebbe però fare presto ritorno in campo, dopo il canonico periodo di rodaggio con i Westchester Knicks in G-League.

Donovan Mitchell, nativo di New York, ha voluto comunque manifestare il proprio supporto al collega di draft, incoraggiandolo e lodandone le doti difensive: “(Frank, ndr) è un grande difensore. L’anno scorso è stato uno dei difensori più tosti che mi sia trovato di fronte. Al Madison la stagione scorsa mi ha praticamente bloccato, nel secondo tempo, quando è passato in marcatura su di me (…) ha solo bisogno di una possibilità. Quando l’avrà, la saprà sfruttare

Donovan Mitchell: “Impreparato alle sfide del secondo anno”

Dopo la vittoria di New York, gli Utah Jazz (42-29) salgono al quinto posto nella Western Conference.

Un calendario spietato, e le difficoltà di Mitchell dopo la prima ed entusiasmante stagione in carriera, avevano trascinato i Jazz temporaneamente lontani dalla zona playoffs (14-17 il 17 dicembre scorso) nella prima parte di stagione.

Donovan Mitchell ha riconosciuto gli errori commessi, derivati dalla troppa fiducia nei propri mezzi:

Coach Snyder mi aveva avvertito, dicendomi che il secondo anno sarebbe stato del tutto diverso. Ma una cosa è sentirselo dire, un’altra è viverlo, è un passaggio che devi attraversare e da cui trarre esperienza. Il coach mi aveva avvertito che sarebbe accaduto, io non me lo aspettavo (…) il supporto dei miei compagni è stato decisivo. Loro sono speciali, mi hanno aiutato tantissimo ed ora siamo di nuovo dove volevamo essere

Un Mitchell troppo irruento e prevedibile in attacco aveva faticato a trovare ritmo e tempi di gioco corretti. Nei primi due mesi di regular season il suo rapporto assist-palle perse ha viaggiato pericolosamente attorno all’1:1, e le percentuali al tiro in ribasso rispetto alla sua stagione da rookie: “Quest’anno è tutto diverso. Devi stare concentrato ogni singola partita, le difese ti rendono la vita dura su ogni possesso. I consigli che ho ricevuto da James Harden, da Kobe (Bryant, ndr), da Chris Paul mi hanno aiutato a capire come uscirne. Il secondo anno mi aveva colto di sorpresa“.

In 10 partite sinora giocate nel mese di marzo, Donovan Mitchell sta viaggiando a 34.5 punti a partita. Marzo sarà il terzo mese consecutivo chiuso con almeno 25 punti di media, dopo un inizio di stagione condotto a poco più di 20. La percentuale al tiro è salita sino al 45%, dopo una prima parte di stagione da 42%, aumentati di un punto percentuale gli assist (4.7 tra gennaio e marzo) a fronte di un invariato numero di palle perse (3.2).

Ho variato ritmo di gioco e cercato di guadagnarmi più viaggi in lunetta, un altro consiglio che giocatori come Harden e Dwyane Wade mi hanno dato. Gli ultimi due anni sono stati pazzeschi per me: ho cercato di assimilare e fare mie tutte le cose che mi sono state dette, ho cercato di imparare il più possibile. Ora siamo in una buona posizione ed in salute, dobbiamo solo scendere in campo e giocare

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