La pallacanestro, oltre ad essere una questione di talento e concentrazione, è anche uno sport che fa’ di una particolare componente il suo punto di forza: il gioco e l’intesa di squadra. E’ raro, forse impossibile, che un gruppo di giocatori riesca ad ottenere la tanto agognata vittoria del titolo NBA senza un minimo di cooperazione e coordinazione tra membri di una stessa formazione. Lo stesso discorso vale quindi anche per i Brooklyn Nets, che nel recente passato hanno inondato le cronache sportive con diversi quesiti in merito a come i tre giocatori fondamentali, cioè Kevin Durant, James Harden, e Kyrie Irving, fossero riusciti a funzionare insieme.
Eppure, in questa prima fase di stagione trascorsa assieme dal trio, sembrerebbe non essersi verificato alcun problema di intesa. Anzi, al contrario, le tre superstar dei Nets sono sembrate più affiatate che mai, come se avessero trascorso le precedenti stagioni ad affinare il loro gioco di squadra per prepararsi a questo avvenimento. Inoltre, seppur spesso abbiamo criticato l’ex point-guard dei Boston Celtics per la sua assenza mentale, ed in certi casi anche fisica, Irving sembrerebbe invece essersi inserito perfettamente all’interno di questo nuovo contesto.
A supporto di tale tesi va l’incontro di questa notte, giocatosi nella baia di San Francisco contro i Golden State Warriors. Il ritorno di Durant nella città che lo ha visto vincere ben due anelli è stato sancito da una vittoria ad ampio margine per i Nets, che sul 134 a 117 si portano a casa il match in scioltezza. Tuttavia, quel che deve far più riflettere in merito alla stagione dei newyorchesi, oltre ai risultati positivi, sono le dichiarazioni di Irving che alludono sicuramente ad un qualcosa di più importante rispetto ad un semplice punteggio finale.
Kyrie Irving inizia a definire i ruoli in quel di Brooklyn
In quel che è sembrata una conversazione molto breve e diretta tra le due superstar dei Nets, Kyrie Irving ha riportato: “L’ho semplicemente guardato, e gli ho detto(a James Harden, ndr): tu giocherai da point-guard, mentre io da guardia“. Come sempre accade, la chiarezza ha portato a degli ottimi risultati: l’ex Houston Rockets ha concluso il match contro gli Warriors con ben 16 assist, ed il trio di Brooklyn ha preso parte, tramite passaggi vincenti o canestri, ad un totale di 100 punti messi a referto.
Harden sta viaggiando ad una media di 11.3 assist a serata, la più alta dalla stagione 2016/17, e le conseguenze positive del cercare di creare un tale gioco di squadra stanno venendo a galla. “Si sta prendendo carico delle responsabilità e sta facendo un ottimo lavoro“, ha poi aggiunto Irving. “Tutto ciò rende semplicemente il nostro lavoro sul campo molto più facile“.
“Sono sbarcato in quel di Brooklyn sapendo che questa squadra possedeva già due grandi scorer“, ha dichiarato Harden. “Se c’è bisogno di far canestro mi dedico ovviamente a tale compito, ma, altrimenti, finché Kyrie e Kevin prendono i loro tiri, va bene e può funzionare così. La fase offensiva non è di certo il nostro problema“.
Come oramai da tempo si era intuito, i Brooklyn Nets non trovano particolari difficoltà nel far canestro, ma, piuttosto, i maggiori ostacoli risiedono nella metà campo difensiva.

