L’energia e la malizia mostrata da Phoenix Suns e Los Angeles Lakers hanno fatto percepire che non si trattasse di una comune gara di regular season. Vari episodi di falli che intenzionalmente trasmettono un messaggio implicito di resistenza e voglia di sopraffare l’avversario. Parole fastidiose tra giocatori e verso gli arbitri hanno fruttato quattro falli tecnici. Un’atmosfera che disegna la cornice di un’ottima espressione di gioco da parte dei Phoenix Suns. Con l’avvicinamento alla pausa che separa le due parti della stagione, la squadra di Monty Williams ha centrato il secondo posto nella Western Conference. La vittoria contro i Los Angeles Lakers è la quindicesima nelle ultime diciotto gare, e la terza consecutiva in trasferta. Un insieme di indizi che certificano come sia probabilmente arrivato il momento di togliere l’etichetta di sorpresa ai Phoenix Suns.
Nel corso della gara, i Phoenix Suns hanno messo in mostra una matura consapevolezza offensiva. Spesso in controllo, non hanno mai visto snaturare la loro essenza. Fondata su un gioco di condivisione e creazione di spaziature ampie per i tiratori. Al termine del primo tempo, i Phoenix Suns conducono per 53-60 e realizzano 10 triple su 17 tentate. L’elevata percentuale di realizzazione è generata dallo spazio costruito per mettere un giocatore nelle migliori condizioni di convertire il movimento di palla. I Phoenix Suns assistono 12 dei primi 13 canestri dal campo, che trovano spesso diversi protagonisti.
La compostezza mentale di squadra viene messa alla prova nel terzo periodo. A 7 minuti e 10 secondi sul cronometro, in rapida successione Devin Booker ottiene due falli tecnici. Inconsciamente rivolge delle parole che gli arbitri non condividono, e reitera il suo stato d’animo dopo il primo fischio. Con l’uscita dalla partita della propria stella, nominato giocatore del mese di febbraio, i Phoenix Suns accettano personalmente la sfida.
Il carattere dei Phoenix Suns dalle mani di Chris Paul
Il parziale del terzo quarto si chiude in favore dei Los Angeles Lakers, che riducono lo svantaggio a 3 punti (83-86). La risposta dei Phoenix Suns è immediata e frena l’impeto di rimonta degli avversari. Con un break di 5-12 portano il distacco in doppia cifra, grazie ai canestri di Dario Saric, Chris Paul, Abdel Nader e Mikal Bridges. Il primo segna 10 punti nel quarto conclusivo, ed è spesso l’arma che permette di rispondere al tentativo solitario di LeBron James di recuperare. L’azione che mette lo stampo finale sulla gara è un’eccellente conversione della difesa in attacco rapido. Abdel Nader realizza la terza stoppata della sua partita, e dal rimbalzo Chris Paul apre la transizione che manda Mikal Bridges a schiacciare per il 104-114.
A fine gara, i Phoenix Suns assestano la percentuale di assist sulle conclusioni realizzate al 79% (30 su 38). Questo produce ottime percentuali di squadra al tiro, soprattutto da tre punti, il cui dato arriva al 49%. Inoltre, il contributo offensivo è distribuito omogeneamente, con 5 giocatori in doppia cifra ed ognuno con 15 o più punti. Il primo realizzatore è Dario Saric, con 21 punti in uscita dalla panchina ed un +13 di plus-minus. Mikal Bridges mantiene il suo standard realizzativo con efficienza e segna 19 punti con il 60% dal campo. Per Chris Paul la serata è povera se si valutasse la sola statistica dei punti, che sono 8 con 1 su 4 al tiro. Ma si aggiungono 10 assist, leadership e presenza da veterano nel momento in cui Devin Booker ha lasciato la partita, permettendo ai Phoenix Suns di riportare il vantaggio oltre la doppia cifra.
Monty Williams elogia il lavoro di squadra
La maggiore soddisfazione per Monty Williams riguarda il conseguimento della vittoria, al netto di prestazioni sotto la media di Chris Paul e Devin Booker. La prova di carattere eseguita dall’intero organico è la più lampante dimostrazione della crescita di questo gruppo. “Credo che Jae Crowder abbia espresso meglio il concetto: questa sera abbiamo ottenuto un miglioramento collettivo. Nell’ottenere fiducia dall’assenza di Book (Devin Booker, ndr), ed essere ad ogni modo in grado di uscire vittoriosi da una gara al termine di un viaggio in trasferta. Questo gruppo ha mostrato enorme capacità di recupero.”
A questo proposito, l’allenatore dei Phoenix Suns fa riferimento alle parole di Jae Crowder, riportate da Dave McMenamin di ESPN. A fronte di una perdita simile, la squadra avrebbe potuto mollare la presa e finire nella morsa dell’avversario, oppure rispondere con un atteggiamento ancor più di sacrificio. Infine, seppur sia da sottolineare come la gara di Chris Paul possa apparire di limitata valenza a favore della squadra, DeAndre Ayton ha voluto rendere noto come il suo impatto sia percettibile in ogni momento. E come questo trasporti il resto dei compagni, che in una gara di tale livello hanno risposto ad ogni ostacolo, compiendo un ulteriore passo in avanti, tanto singolarmente quanto collettivamente.
“CP (Chris Paul, ndr) è la nostra guida vocale. È sempre pronto a venire in nostro soccorso, mostrandoci come delle piccole e dettagliate cose possano influire per ottenere la vittoria. Soprattutto oggi, perdendo D-Book (Devin Booker, ndr). Ci ha riunito e fatto capire come ognuno dovesse essere pronto a compiere giocate vincenti, a ridurre ogni tipo di errore. Come giovani giocatori, vogliamo ascoltare ogni parola e cercare di farci travolgere dal modo in cui impatta la partita.” Ora, i Phoenix Suns dovranno disputare l’ultima gara casalinga contro i Golden State Warriors prima della pausa. Un momento di esigua ma meritata celebrazione, con lo sguardo costantemente rivolto all’orizzonte.

