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Rockets, Morey annuncia la ripresa degli allenamenti

di Dennis Izzo

La stagione NBA, com’è noto, è ferma ormai dallo scorso 11 marzo, quando la lega fu costretta a rinviare la sfida tra gli Oklahoma City Thunder e gli Utah Jazz, a causa della positività al coronavirus di Rudy Gobert. Il commissioner Adam Silver, dal canto suo, non ha mai chiuso definitivamente le porte a una possibile ripresa della stagione, pur mettendo in primo piano la salute e la sicurezza di giocatori, allenatori, dirigenti, addetti ai lavori e tifosi. In attesa di saperne di più in merito, le squadre stanno approfittando della possibilità di riprendere gli allenamenti, tra cui gli Houston Rockets.

Come annunciato recentemente dal loro general manager Daryl Morey, infatti, i texani riprenderanno ad allenarsi lunedì 18 maggio, tra due giorni, risultando così l’ultima squadra a riaprire le palestre per gli allenamenti. I giocatori avranno a disposizione un’ora a testa per allenarsi e ad ogni sessione di allenamento non potranno prendere parte più di quattro giocatori, i quali dovranno inoltre indossare la mascherina chirurgica quando non saranno impegnati nell’attività fisica. Inoltre, verrà loro misurata la febbre prima dell’ingresso in palestra.

I Rockets tornano in pista in attesa di novità sulla stagione

I Rockets si aggiungono così a Miami Heat, Sacramento Kings e Indiana Pacers, tre delle squadre che hanno riaperto le rispettive palestre nel corso di questa settimana. Ogni squadra ci tiene a non farsi trovare impreparata nel caso in cui la stagione dovesse ripartire, ipotesi che pare sempre più probabile. Houston, in particolare, è tra le squadre che puntano con convinzione alla vittoria dell’anello e ha intenzione di sfruttare al meglio il periodo di riposo, al fine di ritrovare certezze.

Sebbene protagonisti di una convincente vittoria casalinga contro i Minnesota Timberwolves – non tanto per il risultato (117-111), quanto piuttosto per la prestazione – prima della sospensione della stagione, infatti, i Rockets hanno ampiamente deluso le aspettative nel mese di marzo, racimolando quattro sconfitte in cinque gare, tre delle quali, peraltro, al cospetto di avversarie a dir poco abbordabili per la compagine texana: i New York Knicks, gli Charlotte Hornets e gli Orlando Magic. Il tutto dopo aver fatto registrare ben undici vittorie in tredici gare disputate tra febbraio e marzo.

Lo stacco di poco più di due mesi avrà aiutato i Rockets a capire meglio i propri punti deboli per evitare di ricadere spesso e volentieri in errori tanto banali quanto evitabili, oppure la sopracitata vittoria rimediata nell’ultima sfida contro i Minnesota Timberwolves aveva già contribuito a rilanciare gli uomini di Mike D’Antoni? La risposta, come sempre in questi casi, la darà il parquet, sperando che la pallacanestro possa tornare sotto i riflettori il più presto possibile.

I Rockets hanno bisogno di lavorare collettivamente per perfezionare alcuni meccanismi dello small ball, adottato soltanto lo scorso febbraio, con la partenza di Clint Capela, direzione Atlanta Hawks, e l’arrivo (o meglio, il ritorno) di Robert Covington, nuovo centro de facto dei texani: da quando è approdato a Houston, l’ex Timberwolves ha messo a referto ben 2.5 stoppate per gara, mentre sotto canestro si è fatto valere anche l’altro innesto di febbraio Jeff Green, che in dieci gare con i Rockets ha fatto registrare 10.4 punti col 62% dal campo e il 41% da dietro l’arco in circa 20′ a partita.

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