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Rockets, prima vittoria a San Francisco. Westbrook espulso: “Non ci sto”

di Dennis Izzo

Al ritorno dall’All-Star Break, gli Houston Rockets centrano la seconda vittoria consecutiva, passando per 135-105 sul campo dei Golden State Warriors. Per i texani si tratta del primo successo nella loro storia al nuovo Chase Center di San Francisco, dopo che al debutto assoluto, lo scorso 25 dicembre, avevano perso per 116-104 al cospetto degli ex dominatori della lega, ancora privi degli infortunati Stephen Curry e Klay Thompson e già focalizzati sulla prossima stagione, non avendo più nulla da chiedere a quella attualmente in corso.

I Warriors, che sono attualmente ultimi ad Ovest col peggior record della lega (12-44), mandano ben sei giocatori in doppia cifra, ma non riescono mai realmente a tenere testa ai Rockets, con la gara saldamente in mano agli ospiti sin dai primi possessi. Il miglior scorer dei Dubs è il nuovo arrivato Andrew Wiggins, che mette a referto 22 punti, 3 rimbalzi, un recupero e 2 stoppate col 59% dal campo (10/17) e il 50% da dietro l’arco (2/4).

Alle sue spalle Jordan Poole, autore di 19 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e un recupero col 47% al tiro (7/15), mentre l’ex di turno Marquese Chriss e il messicano Juan Toscano-Anderson, convocato di recente dalla G-League, chiudono entrambi a quota 10 punti, il rookie Eric Paschall ne fa registrare 12 con 7 rimbalzi, 2 assist e una stoppata col 62.5% dal campo (5/8) e il 100% da tre (1/1) in 32′ in uscita dalla panchina e Damion Lee aggiunge 13 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e 2 palle rubate in una serata in cui i Warriors tirano malissimo da dietro l’arco (poco più del 21% con 7/33).

“Andrew è uno di quei giocatori che negli ultimi anni è stato sempre considerato un sopravvalutato. Io direi che ora sia piuttosto sottovalutato.”, le parole di coach Steve Kerr in merito alla prestazione offerta da Wiggins, prelevato prima della trade deadline dello scorso 6 febbraio nell’ambito dello scambio che ha portato D’Angelo Russell a ricongiungersi con l’amico Karl-Anthony Towns ai Minnesota Timberwolves. L’head coach dei Warriors ha poi parlato dell’infortunio di Klay Thompson: “Per lui è stato un anno molto frustrante, ma penso che ora stia per vedere la luce in fondo al tunnel. Mancano pochi mesi al termine della stagione e lui si sta già preparando al prossimo anno.”

Rockets senza problemi a San Francisco, Warriors travolti

I Rockets, dal canto loro, fanno registrare ottime percentuali sia dal campo (53% con 45/85) che dalla lunga distanza (51% con 25/49), con tutto il quintetto capace di andare in doppia cifra, al pari di Jeff Green, che al debutto con la maglia dei texani si rende autore di 17 punti, 4 rimbalzi e un recupero con l’86% al tiro (6/7) e l’80% da dietro l’arco (4/5) in 24′ in uscita dalla panchina.

James Harden e Russell Westbrook (quest’ultimo espulso con due falli tecnici) non hanno bisogno di fare gli straordinari per trascinare i Rockets alla vittoria: il Barba risulta il miglior realizzatore della serata con i suoi 29 punti, accompagnati da 3 rimbalzi, 10 assist, 3 palle recuperate e 2 stoppate, e anche l’ex OKC chiude con una doppia doppia, rendendosi autore di 21 punti, 5 rimbalzi, 10 assist e un recupero col 53% dal campo (10/19) e il 50% dalla lunga distanza (1/2).

“Mi dipingono sempre come il cattivo della situazione. Cercherò di evitare di commettere altri errori simili, anche se penso che sia ingiusto che abbiano espulso soltanto me. Rivedrò i falli tecnici che mi hanno fischiato e proverò a farne annullare uno.”, ha dichiarato al termine della gara Westbrook, protagonista di un confronto con la panchina dei Warriors che ha costretto gli arbitri ad allontanarlo dal parquet a poco più di sei minuti dalla fine.

Miglior prestazione da quando è arrivato a Houston per Robert Covington, capace di mettere a referto 20 punti, 5 rimbalzi, un assist e ben 4 stoppate col 54% al tiro (7/13) e il 50% da dietro l’arco (5/10). Non sono da meno P.J. Tucker, che mette a referto 15 punti, 5 rimbalzi e un assist risultando perfetto dalla lunga distanza (100% con 5/5), e Danuel House, autore di 11 punti, 3 rimbalzi e un assist col 57% dal campo (4/7) e il 75% dalla lunga distanza (3/4) in 19′, mentre in uscita dalla panchina si mettono in mostra anche Austin Rivers (7 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e altrettanti recuperi con 3/6 al tiro in 25′) e Ben McLemore (9 punti, 3 rimbalzi, un assist e una palla recuperata con 3/4 da tre in 21′).

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