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Rockets, vittoria di misura al TD Garden. D’Antoni: “Il cuore non si compra”

di Dennis Izzo

Sesta vittoria consecutiva per gli Houston Rockets, che si aggiudicano anche il secondo e ultimo duello stagionale contro i Boston Celtics, imponendosi di misura all’overtime al TD Garden. Il 111-110 finale in favore dei texani porta la firma di Russell Westbrook, sempre più in formato MVP con 41 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 palle recuperate col 59% dal campo (16/27) e il 50% da dietro l’arco (1/2). The Brodie chiude nel migliore dei modi un mese di febbraio, quello del passaggio definitivo all’estremizzazione del concetto di small ball da parte dei Rockets, che l’ha visto viaggiare a medie di 33.4 punti, 7.3 rimbalzi, 6 assist e 1.8 palle recuperate col 55% al tiro e il 40% dalla lunga distanza in otto partite, di cui ben sette vinte e appena una persa.

“Non puoi comprare il cuore al supermercato, Russ ce l’ha e basta. Abbiamo tirato male da tre? Bisogna sempre avere un piano B e trovare un altro modo per vincere le partite, questa volta direi che siamo riusciti a trovarlo.”, ha dichiarato coach Mike D’Antoni nel post partita, elogiando Westbrook e dicendo la sua anche sulla serata negativa dei suoi al tiro da oltre l’arco (27% con 15/55).

Accanto a un Westbrook in forma smagliante, non esprime il meglio del suo potenziale James Harden, ma nel finale è proprio lui a segnare i due tiri liberi decisivi che permettono ai Rockets di tornare ancora una volta avanti (da 110-109 per Boston al definitivo 111-110 per Houston): il Barba chiude a quota 21 punti, 4 rimbalzi, 8 assist e 3 palle rubate con pessime percentuali al tiro (29% dal campo con 7/24 e 23.5% da tre con 4/17). Fondamentali Robert Covington e P.J. Tucker, sempre più insostituibili per Mike D’Antoni: il primo mette a referto una sontuosa doppia doppia da 16 punti, 16 rimbalzi e 3 stoppate col 50% al tiro (6/12) e il 40% da dietro l’arco (4/10), risultando così il primo giocatore a non ricoprire il ruolo di centro a far registrare almeno 15 punti, 15 rimbalzi e 3 stoppate in una singola partita dal 1995 ad oggi.

“Questo è il primo anno da Rocket per Russ, sapevamo che ci sarebbe voluto un po’ di tempo per farlo adattare e ora possiamo dire che ci sia riuscito alla grande. Si può avere la fiducia ma non le abilità, lui ha entrambe le cose ed è proprio questo che lo rende così speciale.”, il commento di Harden sull’ennesima partita da incorniciare del suo migliore amico e compagno di backcourt Westbrook.

Tucker, dal canto suo, aggiunge 9 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate col 50% dalla lunga distanza (3/6), rendendosi come di consueto autore di giocate decisive nella metà campo difensiva. Boston – priva dell’infortunato Kemba Walker – manda quattro giocatori in doppia cifra, con Jayson Tatum che nonostante una serata abbastanza deludente al tiro (33% con 9/27 dal campo e 4/12 da dietro l’arco) riesce a mettere a referto una bella doppia doppia da 32 punti, 13 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e altrettante stoppate.

Il secondo miglior scorer per i padroni di casa è Marcus Smart, autore di 26 punti, 5 rimbalzi, 7 assist e 4 palle rubate, mentre Jaylen Brown chiude a quota 22 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, un recupero e una stoppata e Gordon Hayward aggiunge 18 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 3 palle recuperate. I Celtics partono meglio e sembrano avere la partita in pugno dopo i primi due quarti: si va alla pausa lunga con Boston avanti di undici lunghezze (56-45). Nel terzo quarto, però, i Rockets infilano un parziale di +14 (36-22), portandosi così all’inizio del quarto e ultimo quarto in vantaggio di tre punti (81-78). Nel finale, una super schiacciata di Russell Westbrook, che corregge una tripla dall’angolo di P.J. Tucker, porta i Rockets sul +6 (101-95) e sembra chiudere definitivamente la partita.

Boston, però, è dura a morire e il pubblico del TD Garden spinge i Celtics all’impresa finale: Tatum sbaglia volontariamente il secondo tiro libero, Harden manca il rimbalzo e la palla giunge a Brown che senza esitare mette dentro la tripla del 104-104, portando la gara all’overtime. Al supplementare trionfano i Rockets, con Boston che spreca il +17 del primo tempo e la rimonta finale.

“Abbiamo prestato molta attenzione a James Harden e ci siamo dimenticati del loro altro MVP, Russ”, ha dichiarato al termine della gara Jaylen Brown in merito alla prestazione di Russell Westbrook, autore della sua quarta partita stagionale con almeno 40 punti e capace di mandare in confusione la difesa avversaria con le sue improvvise accelerazioni. “Penso che abbia vinto la squadra migliore. Sono migliori di noi, non di molto, ma almeno di uno.”, le parole di coach Brad Stevens, che già prima del secondo e ultimo confronto stagionale (almeno per ciò che concerne la regular season) aveva elogiato i Rockets, capaci di battere i suoi Celtics per la seconda volta in altrettante sfide, come già avvenuto lo scorso anno.

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