Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn Nets Sean Marks, messaggio a Kyrie Irving: “Ci servono persone affidabili”

Sean Marks, messaggio a Kyrie Irving: “Ci servono persone affidabili”

di Michele Gibin
kyrie irving

Kyrie Irving aveva dichiarato a caldo dopo aver perso gara 4 contro i Boston Celtics, di pensare già al rinnovo di contratto con i Brooklyn Nets per il quale sarà eleggibile al termine della stagione, per “non abbandonare il numero 7”, ovvero il suo sodale Kevin Durant.

Irving si era anche spinto oltre, paventando una sorta di quadrumvirato con Durant, il proprietario Joe Tsai (sic) e il gm Sean Marks (e senza nominare coach Nash) le cui ipotetiche riunioni sarebbero roba da pagare un biglietto d’ingresso, o una membership su una piattaforma streaming che li trasmetta. Confidando di non vedere mai il quadrumvirato all’opera (siamo seri), in conferenza stampa mercoledì Sean Marks ha parlato anche della questione rinnovo di contratto di Irving. E mostrandosi molto più tiepido rispetto all’ex Celtics e Cavs.

Ne stiamo parlando e continueremo a farlo, nel corso della off-season. Noi abbiamo bisogno di ragazzi che vedano più in grande rispetto a loro stessi, che vogliano giocare di squadra e che siano disponibili, presenti. Vale per Kyrie come per tutti gli altri“.

Persone che desiderino stare qui“, ancora Marks “Che siano altruiste e che vogliano fare parte di qualcosa di più grande. Questi sono gli obiettivi qui ai Nets, e per realizzarli c’è bisogno di tutti“.

Marks ha poi riflettuto su come nelle ultime due stagioni sia venuta meno “la cultura cestistica” instaurata a Brooklyn, e ha ribadito che l’uomo deputato alle decisioni finali sulle cosiddette “operazioni di basket” sia lui, e nessun altro: “Penso che in alcuni momenti della stagione sia giusto coinvolgere i giocatori più importanti, non c’è niente di peggio che avere giocatori colti di sorpresa da una data decisione (…) così ho fatto dal 2016 qui. Io rispetto l’opinione di chiunque e voglio che i giocatori si sentano parte di un tutto, e così fa coach Nash quando si occupa di questioni tattiche. Ma nulla più di così. Chi prende le decisioni qui sono io, non vado certo da Durant o Irving a chiedere se vogliano o meno un dato giocatore o membro dello staff“.

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