Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors, Stephen Curry celebra il quarto titolo: “Questo è diverso, in tutto”

Warriors, Stephen Curry celebra il quarto titolo: “Questo è diverso, in tutto”

di Michele Gibin
warriors myers

Per Stephen Curry questo è diverso da tutti gli altri“, per coach Steve Kerrognuno è stato speciale a suo modo“, il titolo NBA 2022 dei Golden State Warriors risiede comunque per tutti i suoi protagonisti, sul parquet o in panchina, nella forza di un gruppo speciale.

Curry, che a 34 anni e dopo 3 anelli è riuscito ad abbinare al quarto anche il premio di MVP delle Finals, ha definito dopo gara 6 vinta a Boston per 103-90i primi tre titoli come una scalata costante. Ma questo, arrivato dopo due anni di chiacchiere, di scenari, di narrativa che ci voleva troppo vecchi, è diverso. Sono cose che hanno avuto il loro peso, ora io, Dray, Andre (Iguodala, ndr) e Klay abbiamo 4 titoli (…) questo titolo pesa di più perché si porta dietro tutta la zavorra del 2019, gli infortuni, i giocatori nuovi e i ragazzi giovani, e non sono quante squadre sarebbero state in grado di portarsela dietro“.

Gli Warriors sicuramente. Sotto per 2-1 nella serie e con una gara 4 da vincere a Boston, Stephen Curry ha cementato il suo premio di MVP e rimesso in corsa i suoi con 43 punti, e in gara 5 e gara 6 anche Klay Thompson, un grandissimo Andrew Wiggins e un Draymond Green finalmente meno distratto hanno saputo dare il loro contributo accanto all’imprescindibile Steph. Coach Steve Kerr ha fatto valere tutta la sua esperienza contro l’esordiente Ime Udoka, l’intuizione di puntare su Wiggins e dare più minuti a Gary Payton II dopo gara 1 due delle mosse alla fine risultate vincenti.

Abbiamo saputo cementare la nostra esperienza da campioni con delle energie fresche“, ancora Curry “tutti ragazzi che avevano fame di fare quel prossimo passo. Ci abbiamo lavorato per 10, 11 anni a questa cosa e anche questo conta quando arrivi a giocartela sul palcoscenico più importante. Ma questo titolo è davvero diverso. E All’inizio della stagione nessuno ci avrebbe dati per favoriti per arrivare qui, è surreale in un certo senso“.

Tra le foto celebrative del post gara e della festa, ci sono quelle che ritraggono i “tre amigos” Draymond Green, Klay Thompson e Stephen Curry assieme, tre anni e tanti infortuni dopo, con qualche anno in più (sono 32, 33 e 34) e un altro trofeo in bacheca.

Quattro titoli vinti assieme ai miei fratelli, siamo persone diverse tra noi ma che si fidano l’un l’altro e che dipendono l’uno dagli altri. E abbiamo provato che non esiste ancora chi possa batterci quando siamo assieme. Oggi di cori ‘vaff… Green non ne ho sentiti, è stata una bella serata per venire qui a dominare“, così Draymond Green, che poi riflette sui 10 anni passati a Golden State. “Non posso immaginare questo viaggio assieme a qualcun altro, senza di loro. Abbiamo costruito tutto questo da zero, è la nostra creazione. Ormai va oltre quello che abbiamo costruito sul campo, è un legame che durerà per sempre, siamo per sempre connessi e legati“.

 
 
 
 
 
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