Nella giornata di ieri, Steve Kerr si è reso involontariamente protagonista di un episodio che ha coinvolto anche Kevin Durant. Durante la partecipazione ad un podcast, alcune sue parole sono state estrapolate e rese pubbliche. In particolare, da quanto condiviso è emerso che Steve Kerr abbia ritenuto più piacevole la passata stagione dei Golden State Warriors, piuttosto che l’ultima disputata da Kevin Durant. Entrambe hanno avuto un finale negativo, per quanto all’opposto. La prima terminata con la sconfitta per 2-4 nelle NBA Finals contro i Toronto Raptors. Mentre l’ultima ha visto la franchigia attraversare un anno di passaggio ma con tanti punti interrogativi.
Prima della sospensione della stagione, i Golden State Warriors possedevano il peggior record della lega (15-50). Nel palcoscenico di Twitter, l’attenzione si è rapidamente calamitata su questo fatto. Tanto che Kevin Durant ha prontamente risposto, limitandosi a commentare “questo è esilarante.”
Quei Golden State Warriors, una squadra per le generazioni future
Sotto la gestione di Steve Kerr, in tre stagioni Kevin Durant ha registrato 25.8 punti di media con il 52.4% dal campo. Sempre in questo frangente, i Golden State Warriors hanno ottenuto un record complessivo di 182-64 in stagione regolare. E di 46-14 nei playoffs. Così, in occasione della conferenza stampa che precede il prossimo impegno casalingo dei Golden State Warriors, Steve Kerr ha preso con vigore la parola per porre chiarezza attorno alle sue dichiarazioni. Come spesso accade, si è trattato di una contestualizzazione completamente errata. Ogni sua espressione è stata posta con estrema disinvoltura, e la sua intenzione non era assolutamente quella di infierire un colpo ad una superstar di tale livello. Inoltre, come riportato da Timothy Rapp di Bleacher Report, Steve Kerr non ha discusso di quanto accaduto con Kevin Durant.
Il solo pensiero che una persona ricca di valori ed etica come Steve Kerr possa assumere questa posizione è raro. Per ogni individuo che intraprende il percorso di allenatore, la possibilità di guidare i migliori interpreti di questo sport è una delle massime ambizioni. Ciò che Steve Kerr ha compiuto con Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green, e poi con l’aggiunta di Kevin Durant, è generazionale. In parte anche rivoluzionario. Perché hanno concepito una nuova corrente di pensiero nell’espressione del gioco, nei suoi fondamentali e nella costruzione del roster, condivisibile o meno che sia. Ma possedere tra le mani una dinastia come è stata quella dei Golden State Warriors pone anche delle pressioni notevoli.

La spiegazione di Steve Kerr verso Kevin Durant
Ed è proprio il tema che ha sottolineato Steve Kerr nel rielaborare il pensiero alla base delle sue parole condivise sui social media. “Ho sempre accettato qualunque critica ricevuta per le tante decisioni sbagliate che ho preso nel corso di ogni partita. Ma prendere quel commento, inserirlo in un tweet e spedirlo nell’universo è un atto irresponsabile, danneggiante ed ingiusto nei miei confronti. E sono arrabbiato. Poi so che non terminerà qui. Perché quella che ora tutti pensano sia una mia citazione verrà usata e discussa ancora. Questo è totalmente sbagliato.”
Steve Kerr ha poi proseguito con la spiegazione riguardo lo stato d’animo circondante l’ultima stagione di Kevin Durant e la scorsa dei Golden State Warriors. “Da un punto di vista del coaching, il livello dello stress formato dalle aspettative attorno ad una squadra reduce da cinque viaggi consecutivi alle NBA Finals, unito poi allo sconforto nel dover sopportare due gravissimi infortuni (Klay Thompson e Kevin Durant, ndr) è stato travolgente. E comparare questa situazione con la scorsa stagione, in cui ho allenato un gruppo di giovani giocatori che non hanno vinto molte partite. Ma che avevano così tanto da imparare e mostravano la volontà di farlo. Dal punto di vista mentale, la situazione era più godibile. Questo è il mio commento. E prima di giudicare, consiglio vivamente a ognuno di ascoltare il podcast interamente.”
Le strade di Steve Kerr e Kevin Durant si sono poi divise con il trasferimento ai Brooklyn Nets. Ma la memoria non cancella quanto regalato. E proprio il suo ex allenatore ha affermato che “Kevin (Durant, ndr) sarà sempre celebrato qui.” Il presente dei Golden State Warriors ancora li pone di fronte a dover sopperire al secondo infortunio che costa la stagione a Klay Thompson. Senza dubbio, la presenza di Stephen Curry e Draymond Green rende il collettivo più competitivo. Tanto che sono pienamente in corsa, quantomeno per un posto al torneo play-in. Anche in questa circostanza vi sono giovani prospetti su cui lavorare, ed il contesto dei Golden State Warriors ha sempre pagato ottimi dividendi nella crescita dei giocatori. Il passato con Kevin Durant non si cancella, ma funge da traino per nuove ambizioni.

