Non sarebbe sbagliato dire che i Dallas Mavericks sono crollati nell’ultimo quarto di Gara 2 contro i Phoenix Suns. Ma forse è più corretto dire che Chris Paul li ha fatti a pezzettini con un’altra delle sue prestazioni straordinarie, la sua ultima da 36enne.
Un vantaggio di 6 punti, che poi si è trasformato in un +10, poi +15 e così via, quando Chris ha deciso di usare tutte le sue carte per portare i Suns a vincere per 129-109 e salire sul 2-0 di vantaggio nella serie contro Dallas.
Ben 14 dei suoi 28 punti finali sono arrivati nell’ultimo quarto, in particolare nei primi 6 minuti, mentre agli altri la sua distruzione sembrava quasi avvenire al rallentatore. Tutti i difensori più veloci gli volavano accanto, ma lui sapeva benissimo dove andare. Chris era ben consapevole di avere Dallas in pugno, e ci ha tenuto a farlo sapere a tutti.
Devin Booker ha pensato bene di definire il percorso dei Suns come un “Revenge Tour”, una missione che ha come obiettivo il vendicare la loro sconfitta alle Finals della scorsa stagione. In tal caso, CP3 non può che essere il generale spietato e irascibile dell’esercito.
“Quando sei nei playoffs, entrambe le squadre ci danno dentro. Fa parte del gioco” ha detto.
Chris è una point guard tradizionale, che assimila il piano di gioco studiato e poi lo mette in pratica in tempo reale, che può aggiustare le cose all’ultimo secondo e che può cambiare marcia, trasformandosi in qualcosa di diverso se il momento lo richiede.
Quando ha lasciato Houston, dopo la stagione 2018/19, il suo ex compagno di squadra James Harden era considerato quello su cui scommettere per quanto concerne la longevità. Vedere un Chris Paul veloce, atletico e scattante era un gran dubbio, eppure ora Harden sembra lottare contro il disagio del suo corpo e delle nuove circostanze, come se fosse incapace di adattarsi.
Con il tempo, è stato dimostrato che Chris è più bravo a capire certe cose, dominando non più grazie al suo fisico, ma grazie a una preparazione e competitività che non tutti hanno più alla sua età. Dunque questa potrebbe essere quasi la versione migliore di CP3, nonostante stia per compiere ben 37 anni.
“Mi piacerebbe sedermi qui e dirvi che so perché o come fa” ha detto il capo allenatore dei Suns, coach Monty Williams. “Io non so se i ragazzi se lo aspettano, ma so che gli sono grati per ciò che fa. E si può vedere quando parte. Tutti gli altri seguono l’esempio”.
“E’ incredibile il modo in cui manipola il gioco, onestamente” ha detto Devin Booker. “Ho sempre ammirato il modo in cui lo fa. Ha sempre il controllo ed è due, tre azioni avanti rispetto a qualsiasi cosa stia facendo l’altra squadra. E la leadership non può mai passare inosservata quando si parla di quest’uomo”.
Soltanto per quanto riguarda la strategia difensiva per Luka Doncic si mantengono riservati. Ma è chiaro che vogliono logorarlo mandandogli addosso più difensori, mettendo da parte l’ego in quella situazione.
“Ci basta vincere la partita” ha detto coach Williams, riferendosi al fatto che alla sua squadra non importa quanto Doncic segni, purché il risultato sia dalla loro parte.

