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Utah Jazz, alla ripresa contro i Pelicans la decide proprio Gobert: “La vita è così…”

di Michele Gibin

Come fu per l’All-Star Game 2020 di Chicago, quando l’intera forza della macchina di produzione della NBA creò un tributo potente alla memoria della città e di Kobe Bryant, scomparso da pochi giorni, anche giovedì 30 luglio, a 141 giorni dalla stop della stagione 2019\20, la lega prova (e riesce) ad emozionare il pubblico con un avvio di quelli da ricordare, in campo e fuori.

“Prima della prima” c’è Meek Mill che racconta tra immagini e musica i quattro mesi che, tra proteste per la giustizia sociale e la pandemia, hanno sconvolto l’America.

Poi, al momento dell’inno nazionale americano, i giocatori di New Orleans Pelicans e Utah Jazz, e gli interi staff ed i 3 arbitri della partita si inginocchiano, stretti davanti alla grande scritta nera “Black Lives Matter” che corre sul lato lungo del campo davanti alle panchine e che resterà lì fino all’ultima gara della stagione. Un momento emozionante.

Poi c’è la partita, la prima gara NBA ufficiale dallo scorso 11 marzo ed a saltare per la palla a due c’è Rudy Gobert, il “paziente zero” della NBA, il primo a risultare positivo al virus tra gli atleti.

Ed io sono solo grato di poter ancora fare quello che amo fare“, così Gobert dopo la partita, vinta dai suoi Utah Jazz in volata per 106-104Dopo tutto quello che abbiamo passato personalmente e con tutto quello che sta accadendo nel mondo, avere la possibilità di giocare e ispirare tanti ragazzi nel mondo e provare a condividere un po’ di positività è una benedizione. Partire con una vittoria è ancora meglio, poi!“.

E Gobert è l’uomo partita per i Jazz, con due tiri liberi a 6.9 secondi dal termine che fissano il punteggio sul 106-104, prima dell’errore sulla sirena di Brandon Ingram.

In una serata in cui Zion Williamson è limitato a soli 15 minuti di gioco e non è in campo per i minuti finali, è il duo Gobert-Donovan Mitchell a guidare gli Utah Jazz. Mitchell chiude con 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi, Rudy Gobert ci aggiunge una doppia doppia (14 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate), a servire l’assist per il francese, che subisce fallo e va in lunetta per chiudere la gara, è proprio Mitchell.

Utah Jazz, Mitchell: “Grandissimo Gobert, io e lui ci fidiamo l’un l’altro”

Ci è voluto un po’ di tempo a Donovan e Rudy per capire che le loro divergenze non avrebbero fatto bene alla squadra, e quanto sembrassero piccole e tutto sommato insignificanti davanti ai tempi difficili odierni, per loro stessa ammissione 4 mesi dopo i fatti dell’11 marzo. “Abbiamo voltato pagina e guardato avanti, cercando di usare quanto successo per fare esperienza e migliorare, e credo che i ragazzi abbiano capito“, così coach Quin Snyder.

L’ultima giocata? Donovan (Mitchell, ndr) ha letto la situazione e fatto la cosa giusta. Le persone possono provare a raccontare e dire tutto quello che vogliono per cercare di danneggiarci, come squadra, ma si sa che la vita funziona in modo misterioso“, Gobert sull’azione decisiva della partita.

Che i giocatori in campo debbano ancora abituarsi all’ambiente, ai suoni ed all’assenza di pubblico e riferimenti visivi noti lo dicono le palle perse, tantissime. 40 in totale equamente distribuite, nel primo tempo i Jazz (42-23) sorridono con un Mike Conley in forma, che servirà a coach Snyder per coprire la pesante assenza per infortunio di Bojan Bogdanovic: 20 punti con 4 assist per l’ex Grizzlies.

Nel secondo tempo sono Mitchell ed un Jordan Clarkson da 23 punti a ricucire lo strappo per i Jazz (sotto di 12 punti all’intervallo), che poi tengono i Pelicans a soli 17 punti nel quarto periodo.

8 punti nel quarto periodo per Donovan Mitchell: “Una vittoria che spero porrà fine alle chiacchiere su di noi. Siamo giocatori di basket, andiamo in campo e cerchiamo di giocare nel modo giusto, Gobert? Ha fatto un grandissimo lavoro oggi, per me si tratta solo di fare le letture giuste in campo sto cercando di diventare un passatore migliore, un creatore di gioco migliore, i risultati del lavoro si vedono. Tra me e Gobert si tratta di fiducia, dobbiamo fidarci l’un l’altro“.

Ogni squadra al mondo attraversa alti e bassi“, chiude GobertLa cosa più importante è come rispondi. Ci vuole coraggio per prendere la strada più difficile, e noi stiamo facendo proprio questo, stiamo cercando di migliorarci a vicenda. La nostra squadra ela nostra comunità ne hanno bisogno“.

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