A novembre, Jordan Poole ha tirato con solo il 28.4% da tre punti. Alquanto deludente per uno come lui. Eppure, la sua prima partita di dicembre è stata molto più efficiente da dietro l’arco.
I Golden State Warriors questa notte hanno vinto per 119-111 contro gli Chicago Bulls, portando il loro record generale a 12 vittorie e 11 sconfitte (10 vittorie e 1 sconfitta per quanto riguarda le partite giocate in casa).
Jordan Poole ha concluso la partita con 30 punti in 23 minuti, partendo dalla panchina, ed ha messo a segno ben 7 triple (season-high), il suo massimo personale da quando ne mise 5 contro i San Antonio Spurs, il 14 novembre.
“Non ho intenzione di smettere di tirare, ecco tutto” ha detto. “Ho avuto delle buone occasioni all’inizio. Ho fatto la stessa cosa nelle ultime due partite. Oggi mi sono sentito bene quando i tiri sono entrati”.
Poole ha realizzato 4 delle sue triple nel primo quarto ma, anche dopo la sua prestazione contro gli Chicago Bulls, la sua percentuale di realizzazione per i tiri da tre rimane bassa (32%), la peggiore dalla sua stagione da rookie (2019/2020).
“La sua fiducia è sempre presente, si tratta solo di rimanere positivi anche nei momenti difficili, attraverso cui ogni tiratore passa” ha detto Stephen Curry, che ha concluso la partita con 19 punti, 11 rimbalzi e 6 assist. “Dobbiamo sempre affrontare la partita allo stesso modo, indipendentemente da tutto, come dice lui”.
Gli Warriors hanno realizzato 20 tiri complessivi da tre punti, limitando Chicago al 33.3% di realizzazione per le triple. Nei primi 6.11 minuti del terzo quarto, gli Warriors sono riusciti a costruirsi un vantaggio di 18 punti, sufficiente per ottenere la vittoria.
“Non è stato fantastico, non al livello che vogliamo” ha detto Curry quando gli è stato chiesto delle difficoltà degli Warriors alla fine delle partite dell’attuale regular season. “Speriamo di poterlo risolvere vincendo le partite nei primi quarti, come stasera”.
Gli Warriors non sono riusciti a crearsi molti vantaggi nel primo tempo, commettendo anche 12 errori che si sono tramutati in 17 punti per Chicago. Ma anche se gli Warriors hanno commesso solo 7 errori nel resto della partita, non deve passare in secondo piano il loro brutto inizio a livello offensivo.
“Abbiamo iniziato subito a commettere falli e questo ha scombussolato le nostre rotazioni” ha detto il capo allenatore di Golden State, Steve Kerr. “Non è mai sembrato un gioco fluido, in cui ci siamo trovati in sintonia”.

