I Golden State Warriors sono improvvisamente una squadra di disperati.
A queste Finals NBA ci sono arrivati da esperti, riposati, senza infortuni… E la disperazione non era neanche lontanamente presente nelle loro menti. Ma ora lo è. E, dopo il crollo nel quarto quarto di Gara 1 contro i Boston Celtics, e la sconfitta per 120-108, gli Warriors devono combattere con le unghie e con i denti per difendere il fattore campo e non scendere sullo 0-2.
“Arriveremo a Gara 2 con molta più disperazione addosso” ha detto coach Steve Kerr. “Quando vinci Gara 1 ti pervade un senso di conforto, mentre questa è una sensazione diversa. Ma ci siamo già trovati in questa situazione”.
In realtà, no. Non alle Finals. L’unica Gara 1 delle Finals che gli Warriors hanno perso, fu nel 2019 contro i Toronto Raptors, ma non giocavano in casa. Gli Warriors hanno poi perso quella serie e, nonostante tutti siamo a conoscenza degli infortuni subiti da alcuni giocatori chiave, le statistiche dicono che probabilmente avrebbero perso lo stesso.
In generale, la squadra che perde Gara 1, nel 70.7% dei casi perde anche la serie. Quindi, sì. Gli Warriors sono improvvisamente una squadra di disperati. Ma ciò non significa che si butteranno giù.
“Va bene” ha detto Draymond Green. “Hai la possibilità di fare qualcosa di diverso, di farlo in modo diverso, di accettare la sfida. Noi abbiamo sempre accettato la sfida”.
“Tutti noi abbiamo vissuto situazioni come questa” ha dichiarato Klay Thompson.“Ci rendiamo conto che sarà molto difficile. La cosa migliore è che abbiamo un’altra opportunità domenica”.
Warriors: le triple di Boston e il crollo nel quarto quarto
Gli Warriors sono stati tranquilli per la maggior parte della partita, e tutto sembrava andare a modo loro. E invece, alla fine Steph Curry si è ritrovato ad indugiare sul campo, con un asciugamano sulla testa, mentre i Celtics festeggiavano la vittoria grazie a una rimonta scioccante.
La serata è iniziata con Steph Curry che ha messo dei tiri che hanno fatto scatenare i tifosi degli Warriors, ma Golden State è poi crollata nel quarto quarto.
“Abbiamo imparato molto da quel brutto quarto quarto” ha detto il n°30. “Ovviamente i Celtics hanno messo molti tiri. Sembrava che non avessero sbagliato fino alla fine del quarto. Se trovi una squadra che ha un ritmo come il loro e continua a fare tiri su tiri, è difficile riconquistare lo slancio”.
Gli Warriors infatti hanno trasformato un +12 di vantaggio in un -12 di svantaggio, e a nulla sono serviti i 21 punti di Steph nel solo primo quarto (34 alla fine) o il fatto che Andre Iguodala e Otto Porter Jr. fossero di nuovo disponibili.
Gli Warriors avevano dalla loro l’esperienza e il fattore campo, ma è stato chiaro fin da subito che Boston fosse un avversario nettamente superiore a quelli che Golden State si è trovata davanti fino ad ora in questi playoffs. Boston non si è dimostrata per nulla intimidita dalla sua prima esperienza alle Finals, e non hanno avuto paura di affrontare quella che è stata una vera e propria dinastia.
“Quando si fanno così tanti tiri è una buona spinta, quando invece non li metti è una sconfitta” ha detto Green. “È stato più o meno così. Loro li hanno fatti, noi li abbiamo mancati. A volte ci si può permettere che i tiri mancati trascinino la difesa verso il basso. Penso che questo sia accaduto anche nel quarto quarto”.
“Sarà difficile battere Boston se tireranno così da tre” ha detto invece coach Kerr.
In realtà sarà difficile battere Boston, punto. E soprattutto perché la serie sembra potersi allungare, cosa che non sarà molto positiva per gli Warriors, in quanto squadra dall’età media non così bassa.
“Questa vittoria è stata un’iniezione di fiducia” ha detto coach Ime Udoka. “Perché non abbiamo giocato al meglio. Dopo aver smaltito il nervosismo della prima sera, credo che la partita si sia risolta in parte“.
Golden State ha invece 2 giorni per cercare di recuperare la sua, di fiducia, ma soprattutto per cercare di capire quale sia stata la causa di tutto quel nervosismo nel quarto quarto.
“La sensazione fa schifo e si vuole tornare subito in campo” ha detto Steph Curry. “Ma si può sicuramente approfittare di questi 2 giorni di preparazione. Nessuno vuole rimanere fermo su questo punto nei prossimi due giorni. Ma rimaniamo concentrati, concentrati e fiduciosi di ciò che siamo e di ciò che possiamo fare e del fatto che questa serie è appena iniziata”.
Dunque, oggi e domani saranno dedicati all’analisi di questa umiliante sconfitta.
“Dobbiamo essere onesti su ciò che è andato storto e responsabilizzarci a vicenda” ha detto Curry. “E poi uscire con un altro livello di impegno, e senza la disperazione di cui abbiamo bisogno per proteggere il nostro fattore campo domenica”.
Disperazione. Ora è presente nelle loro menti.

