Altra trasferta, altro flop per i Golden State Warriors che concedono 132 punti, di cui 73 nel secondo tempo e addirittura 40 nel quarto periodo ai Chicago Bulls.
Allo United Center finisce 132-119, gli Warriors reduci da una facile vittoria contro dei San Antonio Spurs non competitivi tornano malgrado alla realtà difficile di questa stagione lontano dal Chase Center, dove il record è ormai di 4 vittorie e 17 sconfitte. I Bulls sono senza DeMar DeRozan, Zach LaVine incappa in un brutto pomeriggio di tiro (1 su 7 da tre) ma Nikola Vucevic pareggia con 43 punti il suo career high, contro Kevon Looney e Draymond Green.
Per l’ex Orlando Magic una prova da 5 su 10 al tiro da tre, 18 su 31 dal campo e anche 13 rimbalzi, Chicago interrompe così una serie di 3 sconfitte di fila.
Fino al quarto quarto Golden State resta in partita ed è addirittura avanti (92-86), con un Klay Thompson da 8 su 15 da tre per 26 punti finali, e con l’apporto dalla panchina di Jordan Poole e Anthony Lamb. Stephen Curry, ancora non al 100% e che gioca con un vistoso tutore su spalla e braccio sinistro, segna 20 punti con 10 rimbalzi e 3 su 10 dalla lunga distanza.
Sono le 23 palle perse che generano 31 punti dei Bulls a fare parte della differenza. Curry da solo ne commette 8, Draymond Green ne aggiunge 6 e Poole, che in stagione viaggia a una cifra mostruosa di 5.6 palle perse per 100 possessi, ne accumula altre 4 alla fine.
“Così, vincere una partita di basket è impossibile“, dice Steve Kerr “Fermare Vucevic avrebbe dovuto essere uno sforzo di squadra, così come restare connessi in campo. Credo abbiano avuto almeno 7 o 8 contropiedi senza difensori attorno, finiti con appoggi o schiacciate. Questo per via dei nostri cattivi possessi difensivi e delle palle perse“.
Stephen Curry insiste sulla necessità di trovare continuità: “Non abbiamo ancora dato prova di poterlo fare, di sapere cosa ci vuole per vincere una determinata partita. E finché andremo avanti così saremo una squadra da 50% di vittorie, sempre fermi lì“.
Per i Bulls ci sono 15 punti con 6 su 7 al tiro di Coby White, e una prova da 12 punti, 9 rimbalzi e 7 assist di Alex Caruso, indicato come potenziale obiettivo di mercato alla trade deadline dei Golden State Warriors.

