Secondo quanto scrive Christopher Dempsey del Denver Post, Kenneth Faried, ala grande dei Denver Nuggets, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento vissuto dalla sua franchigia ed ha detto che grossi cambiamenti di roster durante l’estate non significheranno necessariamente una rebuilding radicale della franchigia. Ecco le sue parole:
“Ho sempre creduto che si possa riprendere e ci si riprenderà, e anche i miei compagni di squadra ci credono. Credo inoltre che alcuni componenti della squadra verranno scambiati – Si spera pezzi non fondamentali – ma pezzi importanti della squadra che hanno bisogno di essere scambiati e daranno così la possibilità di firmare nuovi giocatori. Credo però che sia una soluzione semplice altrettanto quanto come andarono le cose dall’inizio della stagione sino a questo momento negativo.” Faried ha poi parlato dell’head-coach ad hinterim, Melvin Hunt: “voglio andare là fuori e dare tutto quello che ho per lui, non importa se siamo giù di morale o se stiamo giocando bene. “.
Kenneth Faried è uno dei pezzi fondamentali di questi Denver Nuggets, col suo ottimo istinto da rim protector e la sua facilità nel salto e nelle schiacciate da una grossa mano ai compagni su entrambi i lati del campo. In questa stagione la power forward nativa del New Jersey sta facendo registrare medie di 12 punti, 8.7 rimbalzi e 0.8 stoppate nelle 68 gare giocate sinora, facendo registrare un calo sul piano realizzativo rispetto alla passata stagione. E’ anche vero che i Nuggets con la trade
deadline hanno perso qualche giocatore di troppo accaparrandosi però qualche scelta: la franchigia del Colorado occupa ora il dodicesimo posto della Western Conference, totalmente fuori dai giochi per la post season, e di fronte a sè ha parecchie questioni da risolvere, tra rinnovi contrattuali e possibili cessioni.
Insomma starà all’abilità della dirigenza sul mercato, solo il GM potrà ribaltare le sorti di questi Nuggets che sinora sono parsi poco incisivi nonostante alcuni buonissimi nomi a roster. Su tutti, i contratti di Ty Lawson e Danilo Gallinari, rispettivamente di 11 e 10 milioni di dollari l’anno per questa stagione e 12 e 11 per la prossima, intasano una bella fetta del cap dei Nuggets, quindi è lecito aspettarsi la partenza di uno dei due, magari in cambio di una guardia. Altra questione fondamentale che dovrà essere vagliata dalla dirigenza saranno le due team option (Wilson Chandler e Randy Foye) e la player option di Jameer Nelson. Le cose si metteranno meglio nella stagione 2016/17, quando a Denver saranno i soli Ty Lawson, Kenneth Faried ed Erick Green ad avere i contratti garantiti, mentre Joffrey Lauvergne, Jusuf Nurkic e Gary Harris avranno una team option sul contratto, per un salary cap totale di 26.3 milioni di dollari (ammettendo che tutte e tre le team option verranno esercitate) che permetterebbe ai Nuggets un ampio spazio di manovra.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)




