Nella serata in cui assistiamo all’ennesima prestazione mostruosa di RW che ha portato i suoi Thunder alla vittoria, i Pelicans rispondono con una grande partita giocata in casa contro Phoenix, suggellata con la vittoria per 90-75. Al di là del solito contributo di Anthony Davis (19 punti con 7/12 dal campo, 9 rimbalzi e 4 assist), spiccano i solidi contributi di Eric Gordon (15 punti con 6/14 dal campo ) e di Evans ( 14 punti con 6/14 dal campo più 4 rimbalzi e 6 assist). Contributo importante nel pitturato lo ha dato Omer Asik con 18 rimbalzi, dimostrandosi la perfetta spalla difensiva per Davis. Dei 36 punti della panchina dei pellicani, 24 sono arrivati da Cole e da Cunningham (12 punti a testa).
Altra nota lieta è stata quella del ritorno in campo di Jrue Holiday, assente dal 12 di gennaio per un infortunio da stress. Holiday ha giocato sedici minuti, tirando 1/7 dal campo (dimostrando che la personalità gli è rimasta bella intatta), per un totale di 2 punti e e 5 assist. I suoi primi 5 minuti sono stati quasi stupefacenti perché aveva il ritmo partita del pre-infortunio, poi è subentrata la stanchezza e la prolungata assenza dal campo. Comunque è stato importante per i compagni e per tutta la franchigia rivedere il proprio playmaker in campo dopo così tanto tempo.
Episodio curioso all’interno della partita, raccontatoci da Adam Fromal, è accaduto nel secondo quarto quando Earl Baron, involontariamente, ha colpito con una gomitata AD, spedendolo in spogliatoio nell’ansia generale di tutto lo Smothie King Center. Fortunatamente Davis è tornato in campo ed ha condotto i suoi alla vittoria. Facendo un discorso generale sulla situazione ottavo posto ad ovest, i Pelicans mantengono il loro vantaggio con i Thunder grazie a quella tripla impossibile di Davis sulla sirena nella gara disputata alla Cheaspeake Energy Arena il 6 febbraio al termine di una partita splendida. Sarà comunque l’incertezza a regnare sovrana sino al 18 aprile, cioè quando la RS terminerà e sapremo chi dei due darà il colpo di grazia all’altro per entrare nella post-season.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato



