Outsider
Devin Booker
Phoenix ha 3 stelle in Beal, Durant e Booker con uno stile di gioco molto simile. In ottica MVP potrebbero pestarsi un po’ i piedi a vicenda, però i Suns probabilmente ricopriranno una delle prime posizioni a Ovest quindi bisogna citare uno dei 3. Tra questi ho scelto Booker perché ai playoffs della passata stagione ha dimostrato che, nonostante l’arrivo di KD, il leader di questa squadra è lui. Booker è un giocatore indifendibile in 1vs1 e impossibile da raddoppiare vista la compagnia che lo circonda ed è un buon difensore anche per palle recuperate. Quest’anno Phoenix ha tanto da dimostrare, come ricordato dallo stesso Durant, e chissà che DBook non decida di iniziare già dalla regular season.
Shai Gilgeous-Alexander
L’anno scorso SGA si è affermato come uno dei migliori giocatori di questa Lega e quest’anno tutti si aspettano che non deluda le aspettative. Shai ha il talento, i numeri, le percentuali, l’impatto sulla propria squadra e la spettacolarità per essere tra i favoritissimi. E allora perché è tra gli outsider? La risposta è OKC.
I Thunder sono forse la squadra più futuribile della NBA, con una cantera di giovani talenti infinita. Questo è il primo anno, dopo secoli di tanking e l’insospettabile play-in dell’anno scorso, che OKC fa sul serio e punta come minimo ai play-in. Salvo sorprese però questa squadra non arriverà tra le prime a Ovest e il posizionamento della squadra è un parametro troppo importante per essere ignorato. Allo stesso tempo però non è impossibile che Shai e i suoi facciano una grande Regular Season, quindi non mi sento di escludere il fenomeno canadese dalla corsa per l’MVP.
Trae Young
Dopo i primi anni di carriera in cui veniva considerato overrated, Young è passato a essere uno dei giocatori più sottovalutati della lega. Ogni anno tiene più di 25 punti di media, è sempre tra i migliori assistman della NBA e salta poche partite. Ormai questi numeri vengono dati per scontati dai tifosi NBA, che aspettano da anni un miglioramento da parte dell’11 degli Hawks, che invece si aggira sempre sulle stesse cifre. Queste cifre però sono ottime e meritano come minimo una menzione.
Non lo aiuta la mediocrità della sua squadra, che ogni anno galleggia in zona play-in e ai playoffs, escluso il miracolo del 2021, esce al primo turno. In più Trae non sta molto simpatico al pubblico della NBA e questo non lo aiuta, perché col tempo si è parlato sempre meno di lui. Anche quest’anno gli Hawks sono destinati a una stagione mediocre e se Young giocherà la sua solita stagione da 25 punti e 10 assist, non basterà per catturare l’attenzione dei tifosi NBA.
Altri outsider
Donovan Mitchell non è mai rientrato veramente nella discussione per l’MVP, ma ha sempre ricoperto appunto un posto da outsider, soprattutto negli anni di Utah. Anche qui il talento e la spettacolarità ci sarebbero, ma a Spida è sempre mancato qualcosa. Quest’anno i Cavs hanno la squadra per lottare per i primi posti a Est, ma per infastidire Bucks e Celtics servirà un Mitchell mai visto prima. Chissà se la batosta presa ai playoffs scorsi lo avrà fatto maturare. C’è da dire poi che Cleveland ha altri giocatori di grande talento, come Garland e Mobley, quindi a differenza di altri candidati, Spida non ha in mano tutto l’attacco della sua squadra e questo non gli permette di avere i numeri stellari che invece hanno gli SGA o i Trae Young.
Il discorso è simile per De’Aaron Fox. Il numero 5 dei Kings ha dimostrato il suo valore l’anno scorso, ma nonostante l’annata eccezionale non è mai stato preso in considerazione in questa lotta. Forse Fox, per quanto sia un ottimo giocatore, non sarà mai all’altezza dell’MVP, ma mi sentivo comunque di citarlo per onorare ciò che ha fatto la stagione passata e perché credo che i Kings possano replicare la Regular Season clamorosa dell’anno scorso. Come Mitchell però, Fox divide il palcoscenico con un altro giocatore offensivamente formidabile come Sabonis, che soprattutto in Regular Season è il perno offensivo di Sacramento.
Uno che invece ha tutto per lottare per l’MVP, ma non ha una squadra che glielo permetta è Anthony Edwards. Tutti hanno capito che Minnesota dovrebbe lasciar andare Towns e Gobert per ripartire da Antman, tranne la dirigenza dei Twolves, che si ostina a continuare con questo sistema che non ha mai fatto bene a nessuno. Salvo miracoli i Timberwolves avranno un’altra annata mediocre, ma appena Edwards avrà una squadra in cui lui ha le chiavi dell’attacco sarò pronto a inserirlo tra i favoriti.

