3) Jamal Crawford, realizzatore di razza dalla panca
Quando vinci il Sixth Man Of The Year per tre volte in carriera vuol dire che qualcosina di buono, quando entri in campo, dovresti saperlo fare. E Jamal Crawford risponde certamente a questa descrizione. Va bene, non avrà la duttilità di un Kukoc, le letture di un Ginobili, ma, caspita, che talento. Realizzatore puro, capace di crearsi tiri in ogni situazione, da ricezione o dal palleggio, mortifero dalla lunetta quando conta. Famoso anche e soprattutto per i suoi letali ankle-breaker. Non si fa spaventare da nulla e ha una fiducia in se stesso smisurata, spesso eccessiva. Ma può essere quell’uomo che toglie le castagne dal fuoco ad una second unit in difficoltà offensiva. Meglio averlo con che contro insomma. Anche lui come Ginobili, sta invecchiando anagraficamente, ma il calo agonistico non si scorge ancora all’orizzonte, anzi, ha dichiarato di voler giocare fino a quarantacinque anni. Possiamo solo rispondere di esserne lieti. L’NBA ha bisogno di sesti uomini al livello di Jamal Crawford.VAI AL PROSSIMO>>>

Jamal Crawford, nella propria carriera NBA, sta dimostrando di essere un dei sesti uomini più talentuosi di sempre


1 commento
crawford prima di Ginobili sinceramente non si può sentire ma va messo pure prima degli altri perchè era l’unico che diventava il leader della squadra in molti momenti.
Se invece di ritrovarsi negli SPurs avesse avuto un D’Antoni come allenatore sarebbe diventato una point guard alla Nash e anche meglio visto l’altletismo.
Grande carriera ovviamente , ma sarebbe stato diverso individualmente.